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lunedì 5 gennaio 2015

NEBBIE E MISFATTI: il lavoro nero nell'Oltrepò


Il Santone di Calcababbio non è solo  un santone. E' anche un tribuno della plebe (o, per lo meno, un ardente tribuno lo era da giovane).
Pur vivendo confinato come un barbone in una vecchia casupola diroccata, che i vicini chiamano la casa delle streghe, gli occhi per vedere ce li ha anche lui. E dunque si è reso conto che nell'Oltrepò, come nel resto d'Italia, il LAVORO scantona spesso dai binari della legalità.

"Come fare ad arginare la piaga del lavoro nero?".


Si chiede il Santone mentre con una pagliuzza fa l'ordinaria pulizia quotidiana del padiglione di un orecchio (vivere in una casupola diroccata espone a svariati rischi di contaminazione).
"Da queste parti la faccenda si fa spessa" esclama il Santone. "Perché qui non ci sono solo le solite badanti, le solite colf a ore, i soliti pensionati che fanno i giardinieri. Qui c'è anche il lavoratore agricolo, che travaglia nelle vigne e dunque il rischio del lavoro nero si centuplica... Né ci sono molti controlli, a quanto pare...".


"Al tempo, una cosa per volta!" esclama il consueto grillo parlante, quello che assillava il povero Pinocchio.
Il grillo come suo solito è posato sullo stipite di una porta. Non ha imparato nulla dalla vita, evidentemente, perché continua pericolosamente ad esporsi alle martellate dei gradassi e dei bambini viziati.
"Una cosa per volta, Santone! perché non ti accontenti di dipanare la spinosa questione delle colf, delle badanti, delle baby sitter. Ci sarà modo, in un secondo tempo, di occuparsi anche dei lavoratori agricoli. Tanto la vendemmia è ancora lontana...".
Detto fatto. Il Santone, assistito dal Grillo che gli manovra il mouse, si mette alla consolle e digita speranzoso nella maschera di Google: lavoro domestico.



Sono passati tre giorni e tre notti. Il Santone di Calcababbio è stremato e trema ostentatamente dalla testa ai piedi. Il grillo, peggio ancora, è accasciato sul tappetino del mouse e non si muove punto. Che sia morto?
"Ma cos'è tutto questo lutto?", azzarda il solito topino che sverna a sbafo nella casa diroccata.

"Ohi, ohi, povera me, tapina! come farò io dunque che non so né leggere né scrivere e che non posseggo un computer".
Che il Santone di Calcababbio dia i numeri? Cos'è questa storia che si è messo a parlare come se fosse una donnetta di paese?



"Eh sì, guarda qui...  cosa dice l'INPS. 
L'INPS ti dice che se impieghi una colf, anche se l'impieghi OCCASIONALMENTE, tu devi dichiararlo lo stesso all'INPS. E per dichiararlo mica basta telefonare: "Cara INPS, io sto dando da lavorare qualche ora alla settimana alla tal ragazza, codice fiscale etc etc.". No, sarebbe troppo bello. 
L'INPS vuole che tu, questa dichiarazione preventiva, la faccia TELEMATICAMENTE, al sito www.inps.it. E se non la fai, sono cazzi tuoi. Vale a dire che incorri in pesanti sanzioni. Ma come faccio io, povera donnetta di paese che questa cosa della telematica manco so cosa sia?".

"Cara donnetta di paese" gli fa il grillo parlante al Santone di Calcababbio, che si è immedesimato al punto nella parte della beghina di scarsi mezzi e di scarsa cultura da ostentare un bel naso adunco e una dentatura tutta cariata.
"Cara donnetta di paese, fatti aiutare da qualcuno, vai al CAF. Oppure continua a pagare in nero la ragazza che ti rigoverna la casa...!"

"E no!! salta su il Santone di Calcababbio, ritornato vivaddio se stesso. "E no! io voglio dare un esempio a tutti, in questo paese. Voglio dimostrare che è possibile rigare diritto, essere onesti, trasparenti, puliti, profumati di buono. Voglio pagare la ragazza che mi fa i lavoro domestici con i VAUCHER, cioè i Buoni Lavoro che qualche intelligentone giù a Roma ha inventato per semplificare le cose. Ma poi le cose - come sempre - sono rimaste lo stesso complicate...".

Intanto il tramonto scende sulla casupola diroccata del Santone e il topino se ne va a letto.



(il seguito alla prossima puntata)

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