chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


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martedì 13 gennaio 2015

LE CATASTROFI della settimana: quando si "canna" il marketing

"Ma sono tutti dei Soloni questi sudditi... Guardie! arrestatemi l'autore dell'articolo che è comparso ne Il Periodico di gennaio..., quel giornalucolo che regalano nei locali pubblici: bar, bettole, lupanari, studi dentistici e sacrestie".

Il comandante delle guardie, impettito e timoroso: "Quale articolo sua Santità?"

"L'articolo sul vino dell'Oltrepò".

Rasputin, mollemente adagiato sul trono del Duca: "Perché vuol fare arrestare il giornalista? E' un bravo ragazzo".

Il Duca, visibilmente irritato:  "Rasputin, quante volte ti ho detto che non siamo in democrazia. Scendi per cortesia dal mio trono e smettila di accarezzare la mia concubina transilvana là dove non batte mai il sole...".




Rasputin, sempre mollemente adagiato sul trono del Duca: "Sua eminenza, non sarà che lei si è offeso perché l'articolista ha criticato la politica commerciale della Cantina La Rovescia, in cui lei ha una compartecipazione maggioritaria?".

"Certo che è per questo. Facile criticare dal di fuori. Bisogna esserci nelle cose, prima di parlare. Sapessi quanto ho fatto e brigato per trasformare gli impianti La Rovescia in impianti che, anziché spumante, producessero gazzosa... Ma né le maestranze, né gli enologi, né gli uscieri, né il cantoniere, né il pizzardone mi hanno voluto assecondare. E così adesso siamo alla frutta...".




Rasputin, accarezzando a quattro palmenti la concubina transilvana del Duca: "Certo che la situazione è ben brutta. Le cisterne vanno e vengono. Ma mi hanno detto che la nostra merce all'estero è deprezzata e viene data da bere al popolo. I nobili invece pare che  bevano solo Sassicaia e qualcuno Cannonau...".

Il Duca: "Mio padre, che la sapeva lunga, diceva: meglio sacrificare una parte della produzione e fare del vino eccellente piuttosto che fare del vino mediocre in quantità. Al momento vendi di più. Ma col tempo ne paghi le conseguenze, perché la gente il tuo vino lo assaggia e poi lo sputa in testa al gatto".

Il cameriere, il maggiordomo, il lustrascarpe, l'indovino, il rabbino, il golem che affollano la sala delle udienze del Duca: "Povero gatto".



lunedì 12 gennaio 2015

LE SORPRESE DELLA SETTIMANA: L'Operazione Sabbioneta

Il Duca è irritato, infastidito, incazzato. L'intervista al locandiere di Pietra de' Giorgi gli è sembrata una pugnalata nella schiena. Ma come, un oste qualsiasi si permette di discettare di economia e gli usurpa il ruolo? Solo lui, che è il Duca può parlare di rilancio dell'Oltrepò pavese. Non una zanzarina qualunque.



"Guardie, portatemi qui l'oste in catene".
"Maestà, duca, sua eminenza, sua pregevolezza... non siamo in Arabia saudita che si frustano i blogger per le loro idee troppo liberali. Siamo nella Padania celtica...".
"Rasputin, stattene zitto. Tu sei troppo molle, troppo tollerante...".
"A dirla tutta, Duca, io sono una iena. Ma faccio eccezione per il locandiere perché mi  ammannisce sempre dei bocconcini delicati...".
"Non è lui, stolto, che ti ammannisce i bocconcini delicati. E' sua moglie...".
"Sarà, ma è lui che me li porta in tavola. Tornando a bomba. Io credo che in quella intervista il dannato oste abbia toccato un tasto delicato, ma con la sua fantasia pindarica sia riuscito anche a focalizzare il clou della faccenda: col solo vino l'Oltrepò di strada non ne fa molta..".




"Proprio a me lo vieni a dire? io sono un Duca vignaiolo. Lo sai o non lo sai? Le mie terre sono tutte avitate. Niente pascolo, come nel Lodigiano. Niente riso, come in Lomellina. Bonarda e poi Bonarda e ancora Bonarda...".
"Di questo passo non rischiamo più di finire sott'acqua. Rischiamo di finire ubriachi sotto il tavolo".
"Rasputin, non ti ho ancora ingaggiato come buffone di corte. Ma dimmi, orsù. Cosa ti ha tanto convinto nel discorso del locandiere?".
"Mi ha convinto l'idea di trasformare l'Oltrepò pavese nell'epicentro di un quadrilatero turistico che ha come angolo a est il Mantovano e a ovest l'Alessandrino e che ha come tetto la cornice delle prealpi con i suoi laghi".
"Non è proprio quello che ha detto lui, ma capisco che cosa ti intriga: l'idea di togliere il primato a Milano e a quello smidollato dello Sforza con la sua dannata Expo. Attirare qui lo straniero, alloggiarlo fra le nostre dolci colline e mandarlo in giro a zingarare fra le castella della Bassa, dal nostro cugino il duca Gonzaga...".
"Proprio così. Proprio così".
"Ebbene, Rasputin, perché non passiamo dalla teoria alla prassi e poi dalla prassi alla teoria? Sai cosa ti dico? chiama qui l'hacker di corte e vediamo se può studiare una mappa interattiva, da pubblicare sul web, che consenta al ricco straniero di una certa età, ma dai bei modi educati e dai gusti raffinati, di orientarsi in questo museo archeologico naturalistico che è la nostra amata Padania (dio abbia in gloria Alberto da Giussano)".




"E' scattata l'operazione Sabbioneta... dunque.... Ma i Montagner non ci metteranno i bastoni fra le ruote?".
"Ai Montagner ghe pensi mi. Gli minaccio una tassa sul graspo d'uva e vedi che vengono a più miti consigli...".





martedì 30 dicembre 2014

LE SORPRESE della SETTIMANA di Capodanno



Il Natale è passato e già si contano i feriti e i morti sul terreno.



Naturalmente stiamo scherzando! Per fortuna qui le cose non sono uscite di carreggiata più che tanto.

Nell'Oltrepò pavese, al contrario, il MITO highlander continua.
E se nel resto del paese si briga e si disfa in modo inconsulto, qui, fra le colline, fra i mitici Montagner, la vita assume connotazioni metaforiche: nulla - in altre parole - avviene per caso e nulla ha un pedestre significato "letterale". Dietro ogni fatto si nasconde, invece, la mano del destino e ogni fatto, anche il più banale, sfuma sempre nell'epica.




Ma ecco, sommariamente, i fatti più significativi della settimana.

1. la Barda, scendendo dai bricchi con lo slittino, si è ammalorata un polso e ha dovuto interrompere i concerti all'aperto che tiene ogni mattina al Brallo.


2. il branco dei lupi del Brallo, per la disperazione, ha iniziato lo sciopero della fame.
3. la locandiera per le festività natalizie ha ricevuto la visita del figlio, che fa praticantato a Varsavia nella bottega di un noto alchimista.
4. anche la figlia della locandiera è salita su nelle colline, con il marito, per trascorrere le festività con i genitori. Insieme a lei hanno varcato il confine due lupi che la figlia della locandiera ha istruito nelle arti marziali. Come è noto la figlia della locandiera, prima di emigrare nel regno borbonico, era una soldatessa della guardia personale del Duca.




5. a furor di popolo si è deciso di procedere alla scelta di un DRUIDO per Pietra de' Giorgi. Due i candidati: il Rasputin di Pecorara e il Santone di Calcababbio.  Grazie al lavoro politico svolto dall'Autrice di racconti, la maggioranza della popolazione ha scelto come Druido il Santone di Calcababbio.
6. appena insediatosi nel tempio druidico dello Scuropasso, il Santone di Calcababbio si è messo in pista, con il suo falcetto dorato, per rastrellare più vischio possibile. Ma data la diffusione che hanno assunto in zona le viti, il neo eletto druido è tornato alla base a mani vuote.



7. questo fatto è stato interpretato molto negativamente dal figlio della locandiera, esperto in arti magiche su base bioecologica. "E' iniziata l'era del Golem", pare che abbia detto alla madre. Il suo consiglio: radere al suolo tutte le viti e coltivare canapa.



domenica 21 dicembre 2014

OGGI PARLIAMO DI VOI: il MAGO DI TORT

Il marito della locandiera aspira ad avere un posto d'onore nell'albero genealogico degli Highlander locali.



"Vanto dei meriti antichi" ha confessato al romanziere di Pietra de' Giorgi. Prima che sul trono sedesse questo straccione di Duca, io ho servito il compianto Barone Rosso, che, oltre ad essere un valente pilota, era anche un grande statista. Non sono nato locandiere io. Lo sono diventato perché l'aria della politica ha cominciato a un certo punto a farsi gelida e dunque io ho preferito tirare i remi in barca e indossare il grembiale dell'oste".

"Ma come oste lei appartiene all'eccellenza" gli avrebbe detto il romanziere di Pietra de' Giorgi, che non è certo un paraculo.



"Non faccio per vantarmi, è così. Grazie soprattutto peraltro a mia moglie, che è l'animatrice della trattoria, mentre io agisco più che altro nell'ombra. Tiro le fila senza darlo a vedere, insomma...
Tuttavia ho un rimpianto. Quello di non poter più fare politica. Questi ragazzetti di adesso mi fanno scompisciare dalle risate. Io me li mangerei tutti in un boccone, con le scarpe e le calze, stia pur certo...".

"E come la mettiamo con il Rasputin di Pecorara? quello ha una notevole influenza a corte!"

"Macchè... quel monaco è un nessuno. Non ha formazione. Non ha letto né Platone né Machiavelli, tanto per citare due grandi pensatori politici. Da giovane leggeva Cocco Bill, mi hanno detto...".

"Che peraltro era un grande populista, mi pare".

"Populista, pupulista. Ha detto la parola giusta! Sono tutti dei populisti quelli lì...".

"Senta" gli avrebbe detto allora lo scrittore di Pietra de' Giorgi. "Se lei desidera ne parlo col genealogista di Rivanazzano. Capace che riesce a trovare un bandolo per conferire al suo personaggio quella rispettabilità che lei desidera. Che ne so! magari trova che lei è imparentato col mago di TORT. Ha presente, quello che quella volta ha messo al tappeto il potente Mago Merlino?"








venerdì 19 dicembre 2014

SMENTITA



In redazione ha testé telefonato il Rasputin di Pecorara. "Voglio una smentita! voglio una smentita!" ha urlato a più non posso.
"A che proposito?"
"A proposito del fatto che io sarei - figuriamoci un po' - un personaggio di fantasia! Io non sono un personaggio di fantasia. Il mio saio di monaco nero non sottintende un'altra persona. Io non presto la mia figura allampanata e spettrale a nessuno. Io non sono una controfigura. Io sono IO. Io sono RASPUTIN in carne ed ossa".

"Ci crediamo, signore, ci crediamo. Ma come la mette col fatto che Rasputin è morto da un pezzo, proprio in questi giorni, se non andiamo errati?".

"Tutta propaganda. Io non sono morto per niente. Io sono vivo e vegeto!"
"A parte il fatto che lei avrebbe 149 anni, uno più o uno meno. Cosa ci fa lei signore - un russo siberiano -  a Pecorara?"

"Ma è evidente. Io sono qui a passare le acque, come si dice nella buona società. Ovverosia sono qui a fare la cura del Bonarda".

"E, di grazia, da quale malattia sarebbe affetto lei?"

"Non so se è il caso di dirlo. Si tratta di una malattia a trasmissione sessuale, sa com'è. Magari il vostro blog lo leggono anche i ragazzini...".

"Avete sentito, cari telespettatori? La Bonarda dell'Oltrepò pavese (collinare), oltre a curare la cuperose cura anche le malattie venere!"



LUCCIOLE E LANTERNE: i misteri di questo blog

Qualcuno ha accusato questo blog di non essere una cosa seria: "Non sembra di essere in Oltrepò, sembra di essere nella Terra di Mezzo del Signore degli Anelli".




E poi il blog è canzonatorio. Il che andrebbe anche bene. Solo che non fa nomi e dunque costringe a fare degli sforzi per indovinare chi c'è dietro i vari personaggi di fantasia.

In particolare tutti i lettori si sono chiesti maliziosamente: "Chi sarà mai il il Rasputin di Pecorara?".
E quando è arrivata l'ennesima telefonata, in redazione sono tutti sbottati: "Chissà perché questo morboso interesse per il Rasputin di Pecorara?".



Via, bisogna capirli. I redattori sono tutti forestieri e dunque non sono a conoscenza di certe cose che invece in paese sanno tutti.
Per i nostri redattori (una free lance di Las Vegas, un correttore di bozze di Dublino, un grafico di Norimberga) i personaggi che animano la cronaca di questo blog sono tutti personaggi di fantasia. E ce n'è voluta per fargli cambiare idea.
Quando io, che svolgo le funzioni del direttore (titolo a cui non avrei diritto perché questa non è una testata giornalistica) gli ho presentato in carne ed ossa il romanziere di Pietra de' Giorgi, il commento è stato:

"Che carino!" (la free lance di Las Vegas)
"Ma pensa un po' tu..!" (il correttore di bozze di Dublino)
"Un po attempato.." (il grafico di Norimberga).

Comunque sia, questo blog è animato dalle migliori intenzioni. Come si è già detto nell'incipit del blog, avremmo voluto far pubblicità all'Oltrepò pavese collinare in vista dell'Expo. Ma poi ci siamo resi conto che questa bella e ridente contrada non è attrezzata per dar ricetto a torme di peones provenienti da ogni parte del mondo.
Al massimo un panino col salame e un bicchiere di bonarda. Questo ci sta.
Ma può bastare un panino col salame e un bicchiere di bonarda a rifocillare il peruviano,  il finlandese, il guatemalteco, il berbero, il bretone, il finnico, il giapponese, l'indonesiano, il cubano etc. etc. reduci dalla surriscaldata bolgia di Milano in agosto?


Crediamo di no.
E allora? Allora avanti tutta con l'immaginazione (ricodate l'imagination au pouvoir?).
Chissà che in questo modo non si riesca a trasformare una belle contrada povera di servizi in una nuova Terra di Mezzo capace di sedurre con le sue presenze immaginarie: cioè  i suoi orchi, i suoi elfi, i suoi nani e i suoi Rasputin.

POSTSCRIPTUM

Una precisazione doverosa, perché se no gli albergatori e i trattori si offendono. Non è che nell'Oltrepò manchino gli alberghi e i ristoranti. Ce ne sono, anzi, di eccellenti. Ma avete idea di quanti milioni di persone dovrebbero sbarcare in Lombardia con l'Expo? Ho sentito persino dire, da fonte attendibile, che nel vicino canton Ticino hanno edificato degli alberghi apposta per l'Expo.
Dunque, fate voi... E poi, vi sembra onestamente che i nostri collegamenti ferroviari siano esenti da pecche? via, non siamo mica in Giappone, dove le ferrovie corrono sul burro. Notizia di questi giorni. A Milano la linea gialla del Metrò è stata allagata dalla falda. Provate a immaginare un evento del genere in corso d'Expo. Roba da lasciarci la faccia. Ebbene, meglio le cose cantarle chiare fin dall'inizio. Siamo poveri, ma belli!



giovedì 18 dicembre 2014

LA CATASTROFE DELLA SETTIMANA: la STARI

Il romanziere di Pietra de' Giorgi è in gramaglie. Ma anche il marito della locandiera è in gramaglie.
E lo sono entrambi per lo stesso motivo: la STARI. Ovverosia il balzello che in un momento di  cinico sadismo il Duca ha imposto alla popolazione dell'Oltrepò, emulato immediatamente da tutti gli altri baroni, conti, marchesi, principi, prelati dell'intera penisola.



Che sinistro balzello è mai questa STARI, che pronunciata a denti stretti, come sta facendo ora il marito della locandiera, sembra evocare qualche divinità dei fondali melmosi, qualche creatura degli stagni?

E' un balzello che il Duca ha ideato quasi per gioco. In una cupa notte senza luna. Mentre i suoi accoliti, giù nelle segrete, torturavano l'ubriaco del paese, colpevole di aver urlato a squarciagola, davanti al castello di Montalto: "A morte le sanguisughe del popolo!"
Si dice che il suggeritore di questo odioso balzello sia quel Rasputin locale che abita a Pecorara e che gira per i campi col suo saio nero lungo fino ai piedi, scortato da un feroce orso bruno. Il Rasputin di Pecorara gli avrebbe insinuato mellifluo in un orecchio: "Duca, perché non fai pagare a quegli straccioni dei tuoi contadini le spese che affronti per pulire le strade, le piazze, i viottoli, le gradinate?"
"Ma io non affronto nessuna spesa. Fanno tutto i bifolchi, ognuno nello spazio antistante casa sua...".
"Fa nagott (in italiano, fa niente)" avrebbe incalzato il Rasputin di Pecorara. "Vostra Grazia gliele faccia pagare lo stesso. Vorrà dire che avrà più soldi per le spese ... ehm...ehm... di rappresentanza...".




I ben informati dicono che il Duca, fregandosi le mani all'idea di poter accantonare un nuovo tesoretto, avrebbe chiesto al suo giullare: "Dì, buffone, come si chiama quella Escort mediorientale che è rimasta coinvolta nello scandalo del principe di Arcore?"
Al che il giullare avrebbe risposto: "Con quello che sua eminenza, anzi sua santità, anzi sua onorevolezza raggranellerà con la STARI, altro che una escort! C'è già un TIR pieno di escort pronto a partire dalle ubertose piane del Volga. Tutte ragazze minorenni. Tutte pulzelle. Basta un suo cenno...".

"E sia, si proceda con la STARI. Ma vogliamo proprio chiamarla così? mi piacerebbe di più chiamarla tassa sulla Monnezza...".