I personaggi di questo blog si associano anch'essi al giorno della Memoria. Ma lo fanno a modo loro. Ricordando i morti dell'Oltrepò: quelli che sono periti per incidente stradale (a questi morti, spesso giovani, è dedicata la scala santa del Santuario di Torricella) e i morti di asbesto, a cui non è ancora dedicato nessun sacrario.
Si vuol forse dire che i morti sono tutti uguali? No, non è questo l'intento del Santone di Calcababbio e del Romanziere di Pietra de' Giorgi. La causa di morte rende diverso chi ha lasciato questa vita senza scandalo (cioè senza causare turbamento morale) e chi invece suo malgrado è morto per una ragione che grida vendetta, rendendo scandalosa la storia (come i martiri dei campi di concentramento).
Tuttavia non è accettabile discriminare fra morti ingiuste e morti ingiuste. Il giorno della memoria dovrebbe in altre parole potersi declinare al plurale e diventare il giorno di tutte le memorie (fra parentesi, il 24 aprile di quest'anno cade il 100° anniversario del genocidio armeno).
Tuttavia non è accettabile discriminare fra morti ingiuste e morti ingiuste. Il giorno della memoria dovrebbe in altre parole potersi declinare al plurale e diventare il giorno di tutte le memorie (fra parentesi, il 24 aprile di quest'anno cade il 100° anniversario del genocidio armeno).
Solo in questo modo si potrà offrire l'omaggio del ricordo a tutti quelli che sono morti prematuramente, o per un crimine o per un banale incidente.
Scusate il cameramen: la mano gli è tremata davanti al ritratto di una ragazza giovane e carina morta per incidente.
Nessun commento:
Posta un commento