"Qui
non è per niente facile capirci qualcosa".
Il
sergente La Nivola si gratta la pera usando la penna d'oca con la quale, per
mancanza di risme di carta, sta vergando di parole minute una foglia di vite
ingiallita.
"Riepiloghiamo.
Il Sacro romano impero (che qualcuno
chiama anche Comunità Europea)
finanzia le aree rurali. Cioè le zone da sviluppare,
come l'Oltrepò pavese, terra del
nostro amato duca. Sgancia soldi, insomma.
Ma
tutta questa montagna di soldi non li dà al primo venuto! Figuriamoci.
Oddio,
dovrebbe darla alla classe dominante, alla casta:
duchi, marchesi, conti, baroni. Ma evidentemente a Bruxelles c'è qualche
giacobino, perché tutta questa montagna di soldi confluisce a istituzioni come
i GAL (Gruppi di azione locale), che non hanno - quando mai! - stemmi blasonati.
Peggio,
i GAL sono francamente popolari, visto
che si proclamano fedeli al principio del bottom-up,
termine ostrogoto che vuol dire dal basso.
(Mi
sono sempre chiesto come mai il Barbarossa tolleri questo stato di cose)".
Ma
cosa ne fanno i GAL di questa montagna di soldi?
Qui
il sergente La Nivola vorrebbe poter dare una risposta certa in breve tempo. Il
Duca lo sta tempestando di solleciti attraverso il suo superiore, il maggiore
Calvi-Vercesi e quando il Duca scalpita non c'è mai da stare allegri.
Ma
il sito del Galt dell'Oltrepò, per quanto all'apparenza sia chiaro e ordinato
come acqua di fonte, contiene tante, ma tante di quelle sigle e controsigle (misura PSR, azione PSL, Leader 2007/2013...) che
un uomo pur preparato e pur paziente come il sergente La Nivola rischia di perdere la
trebisonda.
Il
linguaggio per giunta è un misto di burocratese e di scientifichese.
Favorire la creazione di microimprese organizzate in forma associata in grado di realizzare progetti pilota finalizzati ad integrare le fasce deboli nel contesto rurale dell'area.... e bla e blaUna cosa irritante al massimo, perché qualche malalingua potrebbe anche sospettare che dietro quelle manierate parole c'è magari il vuoto più totale.
"Allora,
sergente. Come va la nostra indagine?"
Il
maggiore Calvi-Vercesi ondeggia sui suoi stivali nuovi nuovi, lucidi lucidi.
Sotto l'ascella porta infilato un frustino. Il copricapo militare è leggermente
arretrato sulla nuca, il che conferisce al maggiore una certa aria sbarazzina.
"Non ho ancora capito a chi vadano in
pratica i soldi del Sacro romano Impero
(alias Comunità Europea) e in che modo vengano spesi".
"Beh,
diciamo allora, sergente dei miei stivali, che lei non ha combinato niente fino
ad adesso...".
"Mi
permetta di contraddirla, signore. Io sono svariate notti che non dormo e la
mia Teresina mi ha dato un ultimatum: o mi salti addosso con tutta l'armatura
entro domenica o vado a darla via al primo pellegrino di passaggio sul Brallo,
dove suona la Barda e pascolano i lupi."
"Bel
rapportino che avete...".
"Ma
insomma questo GAL? possibile che sia più criptico di un romanzo di spionaggio?"
"Maggiore,
se non è convinto di quello che dico, legga un po' qui cosa dice dei GAL
l'enciclopedia on-line..."
Il GAL è, in sintesi, uno strumento di programmazione che riunisce tutti i potenziali attori dello sviluppo (quali sindacati, associazioni di imprenditori, imprese, comuni, ecc.) nella definizione di una politica "concertata". Attraverso il progressivo consolidamento delle logiche programmatorie e decisionali partecipate e condivise previste dal LEADER, vengono favoriti percorsi ed atteggiamenti innovativi e, comunque, propulsori di effettivo cambiamento nell’ambito della sfera pubblica locale, del mondo imprenditoriale e della collettività, con conseguente emersione e valorizzazione di nuovi attori e nuove relazioni e l’affermazione di modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio.
A tale scopo, il PSR stabilisce le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire attraverso l’Asse 4, definendo in maniera piuttosto dettagliata anche gli strumenti, i soggetti, gli interventi e l’assetto operativo ed attuativo generale, nonché le principali modalità ed i percorsi esecutivi da attivare.
Per la cronaca: pare che il Gal dell'Oltrepò pavese abbia cambiato nome e si chiami ora Fondazione per lo sviluppo dell'Oltrepò pavese. Non si ha però conferma della cosa, anche perché in rete c'è sempre il vecchio GAL.


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