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mercoledì 28 gennaio 2015

OGGI PARLIAMO DI VOI: una libreria galeotta

Questa volta vogliamo parlarvi di una libreria di Voghera. Non si fanno nomi, qui. Lo sapete già. Per cui non diremo né in che via si trova, né come si chiama.

"Ma Voghera non c'entra con i Montagner!".

Vero! sacrosante parole. Voghera è pianura, Voghera è città. Voghera aveva le casalinghe (Arbasino), mentre l'Oltrepò collinare aveva le contadine.

Però di questa libreria si serve il nostro romanziere locale.  Sì, proprio LUI, il romanziere di Pietra de' Giorgi.
Che potrebbe anche andare alla Feltrinelli di Pavia o di Piacenza (e infatti qualche volta ci va). Ma che preferisce questo ambiente più piccolo, questa presenza umana più cordiale.
Due ragazze e un maschietto. Più un cane, che qualche volta staziona lì 10 minuti e poi viene accompagnato a casa dalla padrona.




I libri per lo più vanno prenotati. Parliamo di quelli che intrigano il nostro romanziere, beninteso. Perché le novità, in genere, ci sono: a banco. E anche i classici sono presenti, a scaffale. Non tutti, ovvio (ma poi cosa vuol dire tutti? neanche la Feltrinelli li ha tutti....).
Se ordini, sono abbastanza veloci e poi ti mandano un SMS per dirti: il tuo libro è arrivato.
Frequentazione? beh, niente di eclatante. Almeno, quando ci va il nostro romanziere, dopo un orzo in tazza grande e una pasta frolla con la marmellata. Di mattina, per lo più. Fra le 10 e le 11.

Ogni tanto però capita che ci sia una conferenza, con tanto di autori o qualche altro evento. Che viene segnalata con una e-mail.

Perché parlare di una libreria? Il romanziere di Pietra de' Giorgi sostiene che una libreria è un locale a luci rosse. 




Lui ci va per "peccare". Peccare di invidia nei confronti degli autori più affermati. Peccare di superbia nei confronti di quegli autori che lui considera mezze calzette, ma che sono a banco. Mentre lui non lo è. Segno che il sistema letterario è profondamente bacato.
In effetti in libreria non c'è tanto quello che vorrebbero i lettori o quello che di meglio si produce nelle soffitte e negli scantinati. C'è piuttosto quello che gli editori decidono che ci debba stare. Ma ai lettori generici gli sta bene così. Perché il lettore che conosce un autore PRIMA che un (grande) editore l'abbia "pompato" è merce piuttosto rara. La lettura non è affatto libera, bellezza! Però i lettori generici, in linea di massima, sono sereni quando mettono piede in libreria, perché non avvertono la forzatura che viene esercitata nei loro confronti. 
Direttore editorialequesto lo pubblichiamo, perché sicuramente piace alle donne... e poi l'autore è un figo della madonna... Direttore commerciale: questo no, per carità, è roba per intellettuali.. vade retro satana... Sembra di essere tornati ai tempi di Paolo Volponi... Direttore marketing: Sì, hai ragione, è roba datata... Troppa critica sociale! Guarda invece che bellina questa storiella: commovente quanto basta, pulp quanto basta, patetica quanto basta. E poi, ci ha pure lieto fine! Direttore editoriale: Tutti d'accordo, dunque? che aspettiamo allora? che lo si pubblichi istantaneamente, via!
Beh, i nostri tre ragazzi non danno l'impressione di essere complici di tutto questo. Intanto sono competenti. Hanno letto quasi tutto ciò che merita di essere letto. Non sindacano le scelte, orientano il lettore solo su richiesta, sono gentili e disponibili. E non venerano l'editore palluto.

Cosa volete di più?
Il romanziere di Pietra de Giorgi lo sa cosa vorrebbe di più: vorrebbe che una libreria come questa ci fosse anche a Casteggio o anche a Broni,


Chi fosse interessato a saperne di più sul sistema letterario ed editoriale può recarsi al blog 


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