Il marito della locandiera e locandiere a sua volta, è un
imprenditore nato.
Per divertirsi, LUI,
non compila la settimana enigmistica, non guarda le donnine nude, non
gioca a carte. No! LUI... si applica a un problema economico, possibilmente di
tipo finanziario (quelli di altra natura lo lasciano profondamente
indifferente, anzi, gli scatenano sbadigli, starnuti e colpi di tosse).
Ultimamente, probabilmente influenzato dall'Expo, il problema
che ha cominciato ad intrigarlo è il seguente:
Potrebbe l'Oltrepò pavese fare un salto di qualità?
Potrebbe l'Oltrepò pavese bypassare la sua secolare vocazione agricola (colline del vino, colline del salame... uffa che barba!)
Potrebbe questa bella landa quasi naturale, questa oasi di verde, popolosa di uccelli e ahimé anche di zanzare, diventare una piccola Svizzera naturalistica senza degenerare in una seconda Brianza?
Non c'è che dire. L'uomo, più che un economista, è un
visionario.
Epperò, visto che oggi noi della redazione del blog non
abbiamo niente di meglio da fare, perché non dargli un po' di spago? perché non
andare a vedere a cosa conducono le sue elucubrazioni?
Detto fatto, i tre redattori hanno chiuso i battenti e, in
massa, si sono portati nel bar di Pietra. Dove hanno incontrato la locandiera
che chiacchierava amenamente con il romanziere (parlavano di colesterolo) e
dove hanno intercettato il locandiere mentre consultava su Internet il listino
della borsa di Tokio.
D. Come pensa di far fare un salto di qualità all'Oltrepò
pavese?
R. Mah, vedete, qui non si tratta di fare i soliti ragionamenti
che fanno i politici e i burocrati.
Robetta del tipo "valorizzare il patrimonio culturale e promuovere lo
sviluppo economico... mettere in sinergia fra di loro i beni culturali,
ambientali, le attività produttive del territorio... sperimentare un processo
che punta a creare nuove opportunità di sviluppo, occupazione e
crescita....e bla e bla e bla bla.
Qui si tratta di fare sul serio. Di inventare. Di
fantasticare. Di salire su un pallone aerostatico e di sorvolare le nubi,
piombando non annunciati sulle ginocchia di Giove....
D. Ma lo sa che lei è un poeta?
R. No, io non sono un poeta. Io sono un imprenditore. Ma un
imprenditore dell'800, che non ha bisogno di studi di fattibilità per buttarsi
in una impresa.
D. Tornando all'Oltrepò, lei cosa farebbe per rilanciarlo?
R. Beh, innanzitutto la smetterei di pompare la faccenda del
vino. il vino qui c'è. Il vino di qui bene o male lo si vende. Bon. Cos'altro
resta da dire? O qui si riesce a fare del vino veramente eccellente, per
intenderci un Sassicaia delle colline
pavesi, oppure è meglio puntare su qualcos'altro. E non parlo naturalmente del
solito salame.
D. Orsù, non ci lasci a mollo nell'ansia. Ci dica una buona
volta cosa farebbe lei per far decollare
l'Oltrepò?
R. Sa cosa le dico? Per me in Oltrepò c'è una sola vera
risorsa spendibile e questa risorsa si chiama: paesaggio, silenzio, quiete,
natura... Difficile trovare dei luoghi altrettanto belli a un tiro di schioppo
da Milano, eccezion fatta naturalmente per i laghi, che però un po' hanno stufato.
D. Insomma, lei vorrebbe svendere l'Oltrepò ai tedeschi, agli
inglesi e magari ai russi, come hanno fatto i Toscani con la valle del
Chianti...
R. Piano con gli insulti. Non si tratta di svendere. Si tratta di far conoscere. Cosa che non mi risulta
venga fatta.
Cominciamo a far arrivare in ogni angolo d'Europa i nostri
suoni, i nostri odori, i nostri tramonti e poi offriamogli belle case contadine
ben restaurate, accoglienti locande, strade in buono stato, lifestyle center che non siano solo lifestyle boutique...In buona sostanza, cominciamo a creare degli alberghi diffusi ristrutturando i tanti ruderi contadini che si trovano disseminati nella nostra campagna e poi...
D. Ma come parla, ci sembra di conversare con Renzo Piano...
R. ... Insomma, creiamo una no gated community, dei parchi tematici intelligenti, moderni e
arcaici nello stesso tempo...
D. Lei sta pensando a un'area attrezzata per persone di buona
cultura e di discrete sostanze. Anziani di ogni parte d'Europa desiderosi di
una quiete creativa...
R. Certamente. Sto pensando a tutti quelli che oggi come oggi
affollano le Canarie.
D. Ma nelle Canarie c'è il mare e poi... ci sono le
agevolazioni fiscali...
R. Lo convengo. Ma qui c'è a un tiro di schioppo la miglior
Italia monumentale, nonché gastronomica. Sabbioneta dista un'ora e mezzo di
macchina, Mantova due ore, Parma idem... Dove le trova alle Canarie le regge
dei Gonzaga, il parmigiano reggiano e il parma
doc?
D. torniamo dunque al salame?
R. Non scherzate, via. Io dico solo: facciamo, tanto per
cominciare, come hanno fatto quei furbacchioni della Valle d'Aostra. Vada a
vedere le terme di Pre Saint Didier e poi mi dica se quelle di Salice sono
all'altezza... Come la vedo io l'Oltrepò pavese collinare potrebbe diventare un
gigantesco resort all'aria aperta per gente esigente. A patto di collegarlo
bene con il resto della Lombardia e a patto di arricchirlo di spazi pubblici oculatamente dislocati e,
soprattutto, ben congegnati.
D. proprio il contrario di quello che si è fatto qui, direi,
se si vanno a guardare i capannoni commerciali che sono cresciuti come funghi
lungo la statale 10.
R. Esatto, miei cari. Esatto. Per fortuna la collina è ancora
intonsa. In compenso nessuno ci pensa a valorizzarla. Mi sa spiegare come mai
il pavese non rientri nel Progetto Distretti Culturali della Cariplo? Lo sa
quali sono i distretti su cui la Cariplo ha fatto piovere i suoi milioni? Glie
li elenco:
Distretto culturale evoluto Monza e Brianza
Distretto culturale le Regge dei Gonzaga
Distretto culturale di Valle Camonica
Distretto culturale della Valtellina
Distretto culturale della provincia di Cremona
Distretto culturale dell'Oltrepò mantovano
D. Beh, vedo che manca anche Milano...
R. Sì, ma Milano ha l'Expo, che di soldi ne ha ciucciati...



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