chi siamo e cosa vogliamo fare

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venerdì 30 gennaio 2015

ATTI di GENEROSITA': soccorriamo i poveri ciclisti!




"Cosa si fa qui nell'Oltrepò per quella volenterosa moltitudine di tranquilli pedalatori che in ogni stagione percorre strenuamente le nostre colline?" chiede la Barda alla Locandiera.
"Io di ciclisti non ne so niente. Io non cucino per gli sportivi. Io coccolo e sollazzo i buongustai...".
"Vuoi dire quei tranquilli signori con la pancetta che si abbuffano nella tua locanda e che poi fanno due stentati passi in paese per smaltire?".
"Beh, più o meno quelli. I ciclisti sono sportivi e pertanto sono incompatibili con la salamella  e con il brasato".





"Qui non si fa proprio niente per i ciclisti..." 
Il romanziere di Pietra de' Giorgi, che se ne sta seduto a un tavolino scrivendo chissà quale racconto, interloquisce un po' villanamente. Le due signore lo guardano come se fosse lo scarafaggio di K. Ma lui è troppo irruento e perciò non c'è nulla da fare. Tocca sorbirselo.

"Io non dico di fare come a Malmö, in Svezia, dove hanno creato un impianto sotterraneo accanto alla stazione centrale che oltre alle rastrelliere per il parcheggio (1.500 biciclette) offre armadietti, docce, pompe ad aria, un salotto dove rilassarsi, bagni pubblici e un negozio di bici in cui far acquisti o portare a riparare il proprio mezzo.

Né si tratta di fare come nell'Istria nordoccidentale, dove, fra le tante iniziative per  venire incontro ai ciclisti, c'è una segnaletica stradale ad hoc, tabelle informative con itinerari commentati, un itinerario in bici gourmet & wine, piste ciclabili family e persino bike hotel.  Pensate che questi hotel sono dotati di vano bici con chiusura a chiave, servizio di lavanderia per abbigliamento sportivo, lavaggio bici, servizio di cibo da asporto e  altre cose fantasmagoriche, come set di attrezzi per riparazioni, possibilità di massaggi, noleggio etc. etc. Non ci credete? andate a vedere su Internet...

Dicevo.. Non si tratta di arrivare a tanto. In questo modo infatti lo spirito d'avventura dei nostri ciclisti locali, che sono un po' più ruspanti,  rischierebbe di essere un tantino "castrato".





Ma i ciclisti che potrebbero venire da lontano? Ai ciclisti che potrebbero venire veramente da lontano ci abbiamo mai pensato? (e quando diciamo lontano, mica diciamo Binasco).

Dopo queste parole la locandiera sparisce in cucina e la Barda va alla toilette, situata sul retro. Ma il romanziere, che non si è accorto di niente, prosegue la sua conferenza.

Se i ciclisti che indossano la maglietta Broni o Casteggio non sembrano minimamente frenati dall'assenza di una offerta turistico-ciclistica raffinata come quella istriana, forse il milanese o lo svizzero gradirebbero qualche servizio in più.


Mentre il Romanziere, col dito alzato verso il soffitto, pronuncia ad altissima voce queste ultime parole, uno sparuto ciclista entra nel locale. Non vede la locandiera. Vede solo il nostro romanziere che sembra a tutta prima un po' alticcio.

"Porca zoccola, non solo qui di noi se ne fregano e ci sfiorano pericolosamente con la macchina, che un giorno qualcuno ci lascia la pelle. Ma non c'è neanche un fottuto bar o un fottuto ristorante che ci prepari una merenda al sacco adeguata alla nostra attività agonistica. Ci tocca portare da casa le barrette, come tutto il resto d'altronde!".

Il romanziere che sembra un po' alticcio, coerentemente con il suo spirito polemico e demolitorio, non perde l'occasione di fare la grande battuta finale, mentre la locandiera, richiamata dal concionamento, rientra in fretta e furia dalla cucina e la Barda lascia la toilette, dove ha rinfrescato il trucco.

"Macché barrette e barrette...Qui ci vorrebbe una bella bonifica, piuttosto. Voi fate tanto i salutisti, ma non vi rendete conto che pedalando, pedalando respirate un bel po' di quella fetentissima polverina che si sprigiona dalle lastre di Eternit? Credete di passeggiare fra le colline del vino, in mezzo a belle ville. In realtà state camminando su una corda sospesa nel vuoto...".






AMEN







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