"Ma non per sé, grulli!" è il commento del nostro capo-redattore, un tipo particolarmente caustico (d'altronde è di Cecina).
Già, non per se stesso. Ma per gli altri. Di se stesso se ne sbatte allegramente, il santone. Non a caso è un santone. Ma se si guarda intorno, vede solo malattie, malumore, disagio, infelicità.
"Che cosa è capitato agli Italiani?" si chiede il santone. Perché le organizzazioni internazionali ci pongono in fondo alle graduatorie della felicità? Perché non crediamo più in niente? Perché non abbiamo fiducia negli altri, nelle istituzioni, nei vicini di casa, in chi non ci assomiglia e non fa parte del nostro clan? perché siamo più egoisti di una roccia di granito, che è notoriamente indifferente al grido della lucertola ferita, al lamento dell'adolescente innamorato, al soffio del vento che trascina con sé per chilometri e chilometri le lamentazioni dei disgraziati?
"Qui ci vorrebbe Norberto Bobbio, nonché Gaetano Mosca, nonché Antonio Gramsci, nonché Giacomo Leopardi, nonché Vilfredo Pareto, nonché la Cianciulli (forse la Cianciulli è finita erroneamente in questo elenco...)".
Esclama il santone percorrendo lemme lemme la strada vicinale che porta da Pietra de' Giorgi a Castello, dove svetta un cipresso a lui particolarmente caro.
Sì, ci vorrebbe un fine politologo per capire l'anomalia di questa nazione che nazione non è e che ha sempre passato il suo tempo in combattimenti all'arma bianca (gli un contro l'altri armati...).
"Prima i guelfi e i ghibellini, poi i Borgia, poi i patrioti risorgimentali, poi i contadini armati di forcone che hanno fatto secchi i patrioti risorgimentali, poi le camicie rosse, poi i banditi borbonici, poi le cannonate di Bava Beccaris, poi i plotoni d'esecuzione fratricidi durante la grande Guerra, poi le camicie nere, poi la guerra civile dopo l'8 settembre, poi ...".
"Ma quand'è che gli Italiani si sono mai trovati attorno a un tavolo a brindare a qualcosa, dandosi pacche sulle spalle, bacetti, carezze, complimenti e regali?".
"Certo, episodi luminosi di solidarietà ce ne sono stati. Ma la serie delle lotte intestine supera di gran lunga l'elenco dei volemose bene". Considera fra sé e sé il santone di calcababbio, che senza volerlo si sta rivelando un fine politologo (e infatti giù nell'Ade Gaetano Mosca si gira di scatto, Vilfredo Pareto ha un sussulto, Niccolò Machiavelli esclama: ve l'avevo detto io...").
"E poi non c'è mai una fazione che vince "nobilmente" sulle altre, nel senso che dice: capitolo chiuso, adesso si volta pagina sul serio, si fa pulizia in casa, si guarda al futuro con occhi diversi. Basta risse da pollaio. Governiamo col consenso di tutti...". Guardate la Liberazione. Per uno sfigatone come Giovanni Gentile, che hanno fucilato per reati d'opinione, quanti fascistoni più "maneschi" di lui si sono sottratti al giusto processo? quanti fascistoni hanno continuato ad agire nell'ombra, travestiti da santarellini?".
L'argomento è scottante e il santone si volta di scatto, temendo di essere raggiunto magari da un colpo di lupara (arma con cui si sono risolte molte controversie nel bel Paese).
"Epperò la colpa non è solo dei reazionari, mi sa. Anche gli altri hanno le loro colpe, per bacco! Chi è che ha ordinato di far fuori Mussolini? chi ha accuratamente evitato, cioè, di imbastire un bel processo al responsabile numero Uno del Ventennio? Perché non c'è stata una Norimberga italiana? perché non si sono processati certe canagliazze che non avrebbero sfigurato al fianco dei gerarchi nazisti? perché si è preferito coprire tutto con una palata di terra e chi s'è visto s'è visto? Di che cosa si è avuto paura? che gli Inglesi proteggessero il duce... Ma vien via... O forse si aveva paura di scoprire che l'uomo contava ancora qualcosa e che gli Italiani non avevano lavato abbastanza la loro camicia con il Dash (il 45% di voti referendari a favore della Monarchia qualche significato l'avranno pure ...).. Ma in questo modo è evidente che si è partiti col piede sbagliato. Si è partiti col sotterfugio, oserei dire con una certa dose di fariseismo...".
Il sole sta tramontando sul cipresso preferito del santone e un grillo che staziona da quelle parti, dopo aver ascoltato tutto il lungo concione mentale del santone (i grilli si sa sono telepati), si rivolge alla moglie e le sussurra:
"Povero santone... basterebbe che si guardasse intorno qui, fra la collina, il piano e le alpi, senza andar tanto lontano. E avrebbe una risposta alle sue domande...Tutta brava gente, si intende. Ma è tutta gente che si fa i cabbasisi propri. E sai perché si fa i cabbasisi propri? perché se appena appena uscisse dal proprio guscio (che Alberoni chiamerebbe il privato), non troverebbe meglio da fare che tirar giù la pelle al vicino. Se poi il vicino è un negher, meglio ancora. C'è più gusto. E se il vicino è un politico, allora è una pacchia, perché il politico è per definizione un pezz de merde e perciò consente a tutti noi, che non siamo a volte da meno, di auto-assolverci in blocco".
AMEN












