chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


domenica 29 novembre 2015

TENTATO FEMMINICIDIO?





Eccola qui. Shalabayeva. E' viva, per fortuna. Ma ha"rischiato".


La vicenda è nota, ma qualcuno potrebbe averla dimenticata.
Lei è la moglie del dissidente e perseguitato politico kazako Ablyazov Muktar. Siamo nella primavera del 2013. La donna viene prelevata da poliziotti italiani in una villa fuori Roma e indebitamente instradata in Kazakistan su un aereo messo a disposizione dal governo kazako, che in passato era stato noleggiato dall'ENI. Questo in base a una interpretazione capziosa della legge Bossi-Fini, pur avendo la donna un regolare passaporto (che viene invece ritenuto falso, guarda caso, dagli inquirenti italiani) e pur avendo diritto all'asilo politico. Con lei c'è la figlia minorenne Alua, di 6 anni.
La magistratura di Perugia oggi sta indagando per sequestro di persona e falso e ha convocato 11 persone, fra cui 7 poliziotti, un giudice, 3 funzionari dell'ambasciata kazaka.

La cosa più disgustosa, dal nostro punto di vista, è che degli alti pubblici funzionari italiani (non certo delle scartine....) si siano prestati a far da servitori del governo kazako, che reclamava insistentemente la donna per poter far pressione sul marito, latitante, e tenerla in ostaggio, non si sa con quali conseguenze (il marito, attualmente detenuto in Francia in attesa di estradizione, in passato è stato vittima di diversi attentati). Un comportamento indegno! Un comportamento che ha messo a repentaglio l'incolumità di una donna che aveva solo il torto di essere la moglie dell'avversario di un regime dittatoriale.

Morale della favola: ad essere implicata in azioni che avrebbero potuto (perché no?) sconfinare in un femminicidio, questa volta non è un fidanzato o un marito geloso, ma l'autorità preposta alla nostra sicurezza! Il femminicidio per fortuna questa volta non c'è stato. Ma Shalabayeva ha rischiato lo stesso. E in tutti i casi è stato scientemente compiuto un abuso di potere ai danni di una donna innocente.








  

venerdì 27 novembre 2015

GIOVANNA D'ARCO







Chi sia Giovanna d'Arco non c'è bisogno di dirlo. Lo sanno anche i sassi.  C'è bisogno invece di dire cosa c'entra Giovanna d'Arco con i Montagner.

Ebbene, c'entra. Perché con questo post, cerchiamo di dare anche noi un contributo alla campagna contro il femminicidio.






venerdì 30 ottobre 2015

ITALIANI... che noia!

Ricordate la crisi greca di qualche mese fa? Bene, allora si scatenò la caccia alla strega cattiva (la Merkel). Facebook fu inondata da deliranti messaggi in cui i Greci di oggi erano paragonati ai 300 di Leonida e la Merkel era paragonata ad Adolfo.




Inutile far ragionare i deliranti. Avevano staccato la spina.

La stessa cosa si sta ripetendo ora con il SALAME. Dopo che l'OMS ha detto che le carni lavorate fanno male, apriti cielo. I nostri eroi si sono precipitati tutti su Facebook, esibendosi in deliranti messaggi in cui l'esaltazione del salame procede di pari passo con la demonizzazione dell'OMS (nessuno è mai morto di salame... ci vogliono far morire di fame... etc.) .

Stessa musica di qualche mese fa. Stesso qualunquismo. Stessi toni di adolescenziale contestazione dell'autorità cattiva. Stessa ignoranza dei dati di fatto. Stesso machismo strisciante L'esaltazione del salame ha evidenti echi fallici. In tutti i casi, a non voler pensar male, evoca il sano e virile mondo contadino del nonno, naturalmente idealizzato.

Questi signori, lo ripetiamo, è perfettamente inutile farli ragionare: hanno staccato la spina.
Magari però queste immagini li faranno tacere per qualche minuto e in questo modo smetteranno di inondare Facebook di corbellerie.

L'UCCISIONE DEL MAIALE





Eccolo il salame che tanto vi piace!


P.S. purtroppo al coro degli scettici (ma che corbelleria, il salame fa benissimo) si è unito anche il Ministro della Sanità, che è cascata dal pero (Non conosciamo questa ricerca...). Ministra, non c'è nessun bisogno di conoscere quest'ultima ricerca (che peraltro è una meta analisi, ovvero una sorta di rassegna delle ricerche sull'argomento). Si tratti di dati risaputi da tempo. E' solo l'OMS che è in ritardo!

martedì 27 ottobre 2015

I MONTAGNER: perché sono così incoscienti?

Nell'ultimo post (quello sul SALAME) ci ponevamo il problema: ma perché i Montagner non hanno alcun istinto di difesa nei confronti del cibo cattivo? Al contrario. Perchè i Montagner amano così appassionatamente il cibo cattivo?


Cerchiamo di capirci. Per cibo cattivo non si intende il cibo avariato o il cibo cucinato male. Si intende quel cibo che non contiene batteri (come il famigerato botulino), ma contiene conservanti. Altrettanto, se non addirittura più pericolosi, alla lunga, dei batteri, perché cangerogeni (ormai è assodato, non ci sono più scuse). Come i famigerati NITRITI di cui sono infarciti il salame, il prosciutto, i wurstell, la carne conservata, il pesce affumicato etc etc. E che in teoria servono per scongiurare il botulino, ma in realtà servono a rendere più appetibile la carne. Sia al gusto, sia alla vista (infatti diventa bella rossa come la mela di Biancaneve).In poche parole, per cibo cattivo si intende il cibo trattato, il cibo industriale.



Certo, non è una prerogativa dei soli Montagner quella di lasciarsi cullare dal cibo trattato, dal cibo troppo zuccherato, dalle farine raffinate. Anche altrove si va poco per il sottile con il cibo. Lo testimoniano le corsie dei supermercati riservati ai dolci, ai biscotti, alle merendine. Fateci caso. In metri lineari superano quelle dedicate alle verdure, che pure sono più voluminose.

Però i Montagner (intesi non in senso proprio come gli abitanti della collina dell'Oltrepò pavese, ma intesi qui in senso lato, come gli abitanti della provincia di Pavia), rispetto a un milanese spiccano per maggior incoscienza, per una accentuata propensione nei confronti del cibo crasso: il cibo della festa, il cibo della crapula. Il milanese (meglio: la milanese) si fa di tisane e di verdurine. Il Montagner, invece, si fa di cotechino e di barbera a gogò. Il milanese corre in palestra. Il Montagner si attarda a tavola.


Ovvio che queste generalizzazioni lasciano il tempo che trovano. Ci sono anche Montagner temperanti, come ci sono milanesi crapuloni.

Quello che fa pensare è il fatto che qui la propensione verso il cibo crasso dei giorni di festa di una volta non è tanto il segno di un indole guduriosa. Un modo sanamente tradizionale, cioè, di godersi la vita.  
Infatti questa tendenza al cibo "pesante", non dietetico, poco mediterraneo, fa il paio con una certa leggerezza nei confronti di altre cose che fanno decisamente male, come i diserbanti in agricoltura, i fanghi industriali impiegati come concime (Lomellina docet), i pesticidi fino ad ieri distribuiti a manetta dagli elicotteri sulla testa ignara, o complice, dei Montagner. E chi non usa queste porcherie, comunque le tollera. Anche se di recente qualcosa si è mosso, come dimostrano i recenti convegni sull'uso dei fanghi industriali nella nostra provincia.



Nelle generali insomma non sembra che la gente di qui sia più che tanto preoccupata dello stato disastroso della salute pubblica, come dimostra il triste primato della provincia di Pavia, che è arrivata a bagnare il naso alle  altre provincie in fatto di cancri e di altre patologie ambientali.

Ma cosa aspettano i Montagner ad acquisire una maggior sensibilità ambientale e, va da sé, salutistica? perché subiscono fatalisticamente (quando non assecondano) l'inquinamento dei suoli, dell'acqua, dell'aria, del cibo? E' ignoranza? o paura o sottomissione o conformismo o tornaconto?

  




SALAME proibito

Dopo il pronunciamento di questi giorni dell'OMS contro le carni lavorate (salumi, wurstell etc) e le carni rosse, riproponiamo un nostro post di qualche mese fa sul tema del SALAME.


Non per aggiungere la nostra modestissima opinione a quella di un organismo così autorevole. Va da sé.
Ma per attirare l'attenzione sui meccanismi reconditi che ci guidano nelle scelte, in primis quelle alimentari.

Se, per fare un esempio, nell'Oltrepò (ma non soltanto) un editto governativo proibisse l'uso del SALAME, credo che scoppierebbe una rivoluzione. A tal punto è caro alla nostra gente questo feticcio alimentare (il solito maligno ha insinuato che tale successo potrebbe dipendere dalle fattezze priapesche del suddetto alimento).

Ma allarghiamo il discorso. 
E' noto che le farine bianche non fanno bene al nostro organismo. Per cui tutti i nutrizionisti consigliano le farine integrali.
Ci sono poi sempre più persone che risultano intolleranti al glutine. Per loro, dunque, niente più farine di grano.

Provate però a dire: ma scusate, che bisogno c'è di mangiare tutte queste farine. Non potremmo ridurre il consumo della pasta del pane della pizza?

Dio ci scampi! In questo caso non scoppierebbe una rivoluzione. Ma sicuramente avverrebbe un linciaggio, sulla pubblica via, dell'incauto profanatore.



Ma profanatore de che? Delle tradizioni, per caso?
Ma via, dove c'è scritto che le nostre tradizioni oltrepadane consigliano di abbuffarsi di pizza e di pane bianco che più bianco non si può,  nonché di tutto quell'altro cibo spazzatura che è così di moda oggi anche dalle nostre parti (hamburger, patatine fritte, merendine...)?

E allora?
Allora bisogna andare più a fondo e affidare a qualche esperto l'incarico di scavare nell'inconscio collettivo dei Montagner per scoprire le radici nascoste di questa acritica e irrazionale predilezione per i cibi che fanno male.







sabato 17 ottobre 2015

ANALISI MEDICHE: qualcuno ci prende in giro

Di questi tempi si fa un grande parlare di analisi, per via della manovra che dovrebbe alleggerire i costi della Sanità.
Ma al di là di questa questione, che è sostanzialmente economica, c'è un aspetto occulto assai più inquietante nelle analisi che il medico di famiglia prescrive con la cosiddetta impegnativa e che le ASL "passano" in regime di esenzione parziale o totale.

Un esempio concreto servirà a chiarire quello che vogliamo dire.

Analisi del COLESTEROLO. Un'analisi di routine per molte persone, o perché anziane, o perché con una predisposizione familiare al colesterolo alto o perché cardiopatiche.
Fate la prova. Chiedete al vostro medico di famiglia di prescriverle e poi leggete l'impegnativa. Troverete scritto sicuramente Colesterolo Totale, Colesterolo HDL, Trigliceridi.



"Dottore, e il colesterolo LDL, quello cattivo, quello che conta?".
"Non c'è bisogno di prescriverlo. Lo ricaviamo dopo con la formula di Friedewald: colesterolo Totale - (colesterolo HDL + Trigliceridi diviso 5)".

Naturalmente l'esempio che abbiamo fatto è virtuale. Con tutta probabilità il paziente non chiederà proprio niente al medico e se ne andrà con la sua impegnativa, contento perché se l'è cavata a buon mercato con un'attesa di soli 45 minuti. Il giorno dopo andrà a fare le analisi e con il referto in mano tornerà dal medico di famiglia, che gli dirà quello che gli dovrà dire.

Bene. 
Supponiamo ora che il nostro paziente abbia avuto tempo fa un infarto. Sta prendendo ovviamente le statine e controlla periodicamente il colesterolo, allo scopo soprattutto di titolare (aggiustare) il dosaggio di questo farmaco salvavita.
Nel suo caso (cardiopatia coronarica accertata) le linee guida fino a poco tempo fa dicevano che il colesterolo LDL, quello che "conta", quello cattivo, è bene che sia inferiore a 100 mg/dL. Ora la soglia è stata abbassata e il consiglio è di tenerlo, per i soggetti a rischio, sotto i 70 mg/dL.

Il nostro paziente immaginario è tutto contento, perché ha il Colesterolo Totale che è inferiore a 160 mg/dL e il colesterolo LDL, calcolato con l'equazione di Friedwald, che si aggira intorno ai 70/80 mg/dL. Perciò arriva addirittura a suggerire al medico di abbassargli le Atorvastatine, che, si sa, hanno delle controindicazioni (e Internet su questo batte la grancassa). Il medico acconsente e il farmaco salvavita viene titolato al ribasso.


Già...
Peccato però che il calcolo indiretto del colesterolo LDL (cioè il calcolo matematico) sia risaputo da tempo che è alquanto approssimativo. Il laboratorio stesso da cui si reca il nostro paziente immaginario mette le mani avanti e precisa che il calcolo matematico, cioè quello di Friedwald, è valido solo se il valore dei Trigliceridi è inferiore a 400 mg/dL. Diversamente il risultato è poco attendibile.

Già. 
Peccato che il colesterolo LDL del nostro paziente calcolato con il metodo matematico ammonti a 75 mg/dL (ultimo dosaggio compiuto). Mentre ammonta a 105 mg/dL con il metodo diretto, che il medico non gli ha prescritto (eppure le ASL lo passano) e che il nostro paziente ha voluto fare di sua iniziativa, dopo aver letto un articolo su Repubblica salute del 16 ottobre 2015, che mette in guardia nei confronti del metodo indiretto.

Uno screzio non proprio ininfluente, va da sé. Ma soprattutto una differenza che potrebbe porre il nostro paziente in una situazione di "rischio" recidiva.









mercoledì 14 ottobre 2015

RIFIUTI: la situazione penosa dell'Oltrepò Pavese

"A quanto sembra con i nostri servizi sulla monnezza a Pietra de' Giorgi abbiamo scoperchiato un vaso di Pandora". Dice Ambra, la redattrice portoricana del blog I Montagner



"Già, è così. Non fanno altro che telefonarci...". Incalza Melandro, il redattore serbo del blog.


"Questa storia della discarica abusiva a Pietra de' Giorgi ha evidenziato in che stato penoso versi la nettezza urbana nell'Oltrepò pavese. A Pavia un rifiuto ingombrante, se li chiami, te lo vengono a ritirare a casa. Qui da noi, in collina, devi spezzarti la schiena TU per catapultarlo nel cassone mensile. Quando il cassone arriva, beninteso, perché non sempre arriva".

"Se consideri poi che la popolazione residente è spesso anziana, puoi immaginare quanto lavoro per gli osteopati e i fisioterapisti. A furia di catapultare divani nei cassoni, che sono alti dal suolo almeno 2 metri...".


"Non avete considerato un altro risvolto di questa pratica dei cassoni viaggianti. Non c'è solo il rischio individuale dell'ernia per il pensionato che vuole catapultare nel cassone una damigiana (vuota) di vino. C'è anche il rischio ambientale. Perché i cassoni vengono mollati in piazza e nell'intervallo di tempo fra quando vengono parcheggiati e quando vengono prelevati (poche ore peraltro), nessuno controlla che cosa i privati ci buttino dentro. Potrebbero finirci anche dei veleni, se tanto mi dà tanto. Come le famose 40 latte di vernice del romanziere di Pietra de' Giorgi".


"A proposito, cosa ha deciso di farne l'uomo?".
"Ha deciso di non farne niente. Continueranno a restare nella cantina del suo conoscente...".


Leggiamo sulla Provincia pavese di giovedì 15 ottobre che la situazione Rifiuti, a Voghera, sta diventando esplosiva e i cittadini chiedono vibratamente al Sindaco di mantenere l'impegno elettorale di una città di nuovo pulita. Quale sia la radice del problema non è chiaro, anche se è possibile che sia tutta una questione di soldi (imprese che vincono gli appalti al ribasso e che poi non mantengono gli impegni... etc. etc.). A noi sembra che il filo rosso che unisce tutti questi dissesti piccoli e grandi sia una scarsa attenzione nei confronti dell'Oltrepò. E perciò vien da dire:


MONTAGNER SVEGLIATEVI!


Nota della commissione politica del Blog: l'episodio della rumenta abbandonata nel parcheggio di Pietra de' Giorgi ha indotto -pare- alcuni amministratori a porsi urgentemente il problema delle telecamere di sorveglianza. Orbene, se è così, non ci siamo proprio. E' bensì vero che chi ha lasciato il divano e quant'altro è un incivile e andrebbe sanzionato. Ma che dire allora di chi ha il compito di smaltire i rifiuti e lo fa in modo che a giudicare dai fatti sembra per lo meno NEGLIGENTE (come ci pare abbiamo sufficientemente evidenziato negli ultimi post). 

martedì 13 ottobre 2015

RIFIUTI TOSSICI




La discarica abusiva di Pietra de' Giorgi (in provincia di Pavia) è stata finalmente ripulita... E anche il rigurgitante cassonetto della plastica è stato svuotato! 

Tutto per il meglio, dunque? si chiede la redazione del blog tirando un sospiro di sollievo (parlare di monnezza  nuoce alla reputazione di un blog conosciuto soprattutto per le sue campagne di moralizzazione dei costumi). 

"Dipende...". Afferma con sicumera il Santone di Calcababbio. "Ho infatti sentito dire che il romanziere di Pietra de' Giorgi sta penando come un dannato solo perché vorrebbe smaltire una quarantina di vecchie latte di vernice e nessuno se ne vuol fare carico!".

"Quaranta latte di vernice? ma come fa ad avere di 40 latte di vernice?".
"Non sono sue. Sono di una conoscente che sta svuotando la cantina. E' roba accumulata nel tempo. Vecchi smalti sintetici. Roba giudicata tossica. Rifiuti speciali, insomma".


"Ma non mi dire. E la Broni Stradella S.p.a non le accetta?".  

"Manco per sogno. Non solo. Non ti sanno neanche dire a chi rivolgerti. Il romanziere di Pietra de' Giorgi ha dovuto telefonare a negozianti, imbianchini, carrozzieri. Alla fine ha scoperto che la IREN Ambiente di Piacenza ha un servizio di ritiro a domicilio delle vernici. Che però comporta un costo. E richiede tutta una procedura (elencare per iscritto di quali vernici si tratti etc. etc.)".

"Stai dicendo che quando io vernicio una porta con dello smalto mi sto mettendo in casa una sostanza tossica?".

"Parrebbe proprio di sì...!".

"Ma allora scusa, come la smaltisce la lattina il tipo che, dopo averla comperato (invento) da Leroy Merlin e dopo aver verniciato la porta, se ne vuole disfare?"

"Se nel suo comune non esiste un'isola ecologica, (che è diversa dalla discarica, dove ci finisce un po' di tutto, senza selezione preventiva) è prassi gettare la lattina di vernice nel cassonetto normale, anche se non si dovrebbe fare. Qualcuno è arrivato a suggerire a questo proposito dei metodi casalinghi per ridurre il danno".

"Ah, è così! non solo sto usando in casa mia, dove vivo, mangio, dormo, un prodotto giudicato tossico (il che è per lo meno criminale, intendo dire produrlo e venderlo). Ma ad onta del fatto che sia tossico, la prassi è che se si tratta di poche lattine il privato riesce impunemente a smaltirle come se fosse una  rumenta qualsiasi. Mentre se sono tante lattine l'artigiano deve affrontare la trafila dei rifiuti speciali. E se la lattina killer, domani, la buttassero nel cassonetto 40 privati diversi di questa zona...? Non arriveremmo egualmente alle TANTE lattine che fanno scattare l'obbligo di smaltirle in circuiti speciali, perché considerate tossiche, ovverosia dannose per l'ambiente e la salute?".

"Proprio così! Hai colto la contraddizione".

"Ma allora il romanziere di Pietra de' Giorgi perché non si fa furbo, alla maniera italiota, e distribuisce le sue 40 lattine fra una ventina di cassonetti diversi, 2 lattine a cassonetto?".



P.S. i termini impiegati in questo post sono approssimativi. Per la dicitura corretta e per l'individuazione aggiornata delle varie categorie di rifiuti occorre consultare il sito del ministero dell'ambiente.


domenica 11 ottobre 2015

SPAZZATURA... l'emergenza continua

La redazione del Blog è dispiaciutissima di doversi occupare ancora di MONNEZZA. Anche perché in questo specifico caso si tratta di monnezza di un piccolo paesino dell'Oltrepò pavese. Ed escluso qualche oriundo, chi volete che se lo fili, in America, in Germania, in Francia, questo problemino? (ebbene sì, il nostro blog viene letto assiduamente in tutti questi paesi).


Dunque. A che punto siamo con il caso della discarica abusiva, in pieno centro, a Pietra de' Giorgi, a due passi dal luogo in cui svernano (in inverno) gli anziani del paese?
Ebbene, siamo al punto che tutto è rimasto come prima, tranne che qualcuno si è portato via il lavandino.
Insomma... interventi del Comune, nisba. Interventi della Broni Stradella S.p.a, nisba come sopra.
Ma la situazione è ben più grave, perché nel frattempo si è aggiunto al problema della discarica abusiva il problema dei cassonetti rigurgitanti.

Sempre nello stesso parcheggio. Sempre a due passi da dove svernano gli anziani del paese. Segno incontrovertibile che l'accordo fra Comune e Broni Stradella S.p.a va rinegoziato, perché il ritiro della monnezza differenziata si sta configurando come una vera e priopria emergenza. 


L'inviato del blog (quello che di solito spediamo in Medio Oriente) ha intervistato un po' di predalini.
Dire che sono incazzati è dire poco. Indignati, sono.

"Possibile che a nessun assessore o a nessun consigliere (non importa se della maggioranza o della minoranza) sia venuto in mente di tirarsi su le maniche, radunare pudicamente in un angolo i rifiuti ingombranti abbandonati da qualche sconsiderato nella pubblica piazza e stenderci sopra un telone che nasconda la nostra vergogna agli occhi del mondo (come si fa abitualmente con le cosiddette pudenda)?".

Questo il parere del Santone di Calcababbio.

Alla sua invettiva molti fra i presenti hanno annuito gravemente. Poi però si sono guardati immediatamente intorno, a destra e a sinistra. Per tema che qualcuno, nascosto fra le fronde, potesse annotare il loro nome su un taccuino nero e riferire a chissà chi (adunata sediziosa a Pietra de Giorgi. Coinvolti molti cittadini incensurati...).

Ma dai, non siamo mica in un regime di polizia. Via! siamo in democrazia...

Credete? E allora come si spiega che non tanto lontano da qui, e cioè a Pavia, i vigili urbani abbiano più volte preteso di verbalizzare i nominativi dei frequentatori del Tempio Valdese. Neanche fossero, anziché dei  cristiani protestanti, pii e devoti, dei mussulmani integralisti in odore di terrorismo?




venerdì 9 ottobre 2015

SPAZZATURA a caro prezzo

La discarica abusiva che si è creata nel parcheggio pubblico di Pietra de' Giorgi, dove una volta al mese (quando va bene) staziona il cassone della Broni Stradella S.p.A. per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti,  ha creato un certo malumore in paese. 
Non si sa chi sia stato l'incivile che ha bellamente abbandonato un divano, un lavandino e altre amenità sulla pubblica via.


Si sospetta però che il gesto incivile sia da attribuire alla prematura partenza del cassone della Broni Stradella S.p.A.
"Una volta i cassoni stazionavano anche due o tre giorni. Adesso invece si fermano il tempo di bere un caffè e comunque non bastano mai. Bisognerebbe che i cassoni in certi periodi fossero almeno due. Infatti questa volta il cassone è partito pieno come un uovo...".
Vox populi non mente. Pensa il romanziere di Pietra de' Giorgi, che si è dovuto sobbarcare un'andata alla discarica di Stradella perché il cassone mensile gli è sfilato bellamente sotto il naso poche ore dopo il suo arrivo.


Certo che il servizio lascia molto a desiderare. Argomenta l'uomo fra sé e sé, ma ad alta voce, mentre beve un deca dalla Locandiera, accompagnato da una deliziosa torta al cioccolato.

"Ma lo sai che cosa ho pagato io di TARI lo scorso anno? Duecento tre euro... Hai capito? 203,00 euro. E lo sai cosa pagavo io di tassa rifiuti nel 2005, quando ho preso la residenza a Pietra? Ottantanove euro. Hai capito? 89,00 euro... Epperò non è che il servizio sia migliorato. Anzi. Il ritiro della spazzatura continuano a farlo una volta alla settimana (cfr. Post Scriptum). Il cassone dei rifiuti ingombranti lo stazionano per un giorno scarso anziché 2 o tre giorni come prima. E le strade, adesso come allora, non le pulisce nessuno...".

"Non è vero che non le pulisce nessuno! le puliamo noi" interloquisce il locandiere che proviene dal forno con una cesta di ottimo pane ai 5 cereali. La TARI è solo una macchina mangia soldi, in cambio della quale godiamo di un servizio assolutamente ridicolo...".


"Mi sa che hai ragione tu" interviene un cliente che sta sleggiucchiando la Provincia pavese. "La Broni Stradella S.p.A. nel 2014 si è fatta pagare  135.540,43 euro dal Comune di Pietra per lo smaltimento (cosiddetto) dei rifiuti. Certo io sono un vignaiolo e dunque potrei anche dire delle castronerie o aver letto male il Piano finanziario. Mi smentisca chi ne sa più di me. In tutti i casi mi sembra uno sproposito, in cambio di un ritiro settimanale della rumenta".

(segue alla prossima puntata)

P.S. per correttezza va detto che sul sito della Broni Stradella spa la frequenza di ritiro della spazzatura nel comune di Pietra de' Giorgi è indicata come bisettimanale.

giovedì 8 ottobre 2015

IMMONDIZIA fuori luogo

Pietra de' Giorgi. Qualche giorno fa è venuto il cassonetto mensile, che è peggio di Cenerentola, perché arriva e scappa via subito.
Questa volta si è fermato meno del solito. Il tempo di riempirsi come una mucca gravida.

Il romanziere di Pietra de' Giorgi quel giorno aveva la macchina carica di roba vecchia da buttare.
Il conduttore del camion, che stava già innestando la prima, si è rifiutato di raccoglierla.
"Il cassonetto è troppo pieno, rischio di perdere la roba per strada".

Morale. Il romanziere di Pietra de' Giorgi, con la coda fra le gambe, è sceso alla discarica di Stradella.

Qualcun'altro, però, non si è regolato nella stessa maniera.

"A sì, sono già partiti? con cacchio che riporto indietro la roba che ho raccolto col sudore della mia fronte, stipato in macchina e trasportato fino a qui, mentre me ne potevo stare al bar a giocare a Burraco. In culo alla TARI!"

Deve aver pensato o detto o bofonchiato l'anonimo concittadino. Non senza un cin cin di ragione. Per quanto, se tutti seguissero il suo esempio, sai che discarica diventerebbe questo ameno villaggio dell'Oltrepò, prima fascia collinare.

Ecco infatti il risultato della sua pensata. Uno schifo!


Ma dov'è il Comune, che è il beneficiario, si dice, della TARI?
Cosa aspetta il Comune a far sgomberare divano, lavandino, botte del vino e quant'altro?

Ormai è scontato che nessuno dopo aver visitato l'EXPO verrà dalle nostre parti. Ciononostante anche noi predalini abbiamo il senso del decoro e del bello. O no?



mercoledì 23 settembre 2015

ASSISTENZA ai profughi ALL'ITALIANA

Il problema dei profughi sembrerebbe soprattutto un problema EMOTIVO: c'è chi caldeggia iniziative umanitarie e chi, viceversa, osteggia le iniziative umanitarie. Non solo gli Stati (buoni come la Germania contro cattivi come l'Ungheria). Ma anche gli individui, i privati cittadini, che si dividono fra chi li vuole aiutare e chi i profughi non li vuole proprio fra le palle.


Naturalmente il problema non è solo emotivo. E' anche, se non soprattutto, un problema politico (si vedano, per capirci, le prese di posizione della Lega). 
Ed è un problema organizzativo, normativo, burocratico. Chi fa che cosa..? Chi non fa ciò che dovrebbe fare...? Chi non fa ciò che si potrebbe fare perché non c'è la normativa che consente? Etc. etc.

Molti di questi risvolti sfuggono naturalmente al cittadino comune, che ha sentito vagamente parlare di coordinamento da parte della Protezione civile, di gestione prefettizia, di soldi stanziati dal governo (che secondo alcuni sono troppi). Ma che in tutto questo si raccapezza assai poco.

Su questa questione dei SOLDI in particolare l'opinione pubblica si divide seguendo la linea di faglia tipica di Facebook, che poi è la linea di faglia tradizionale: Destra/Sinistra. 
C'è chi dice che facciamo troppo poco, che siamo degli egoisti (sono i cosiddetti buonisti). E c'è chi dice che sono tutti soldi buttati via e che bisognerebbe destinarli agli italiani bisognosi (è la tipica curva ultras).


Naturalmente queste opinioni non sono sostenute dai contendenti con il supporto di elementi concreti, ma sono piuttosto condite con il sale e pepe degli insulti pesanti, delle contumelie, delle offese, delle ingiurie. 

Insomma. E' un autentico casino.

Noi non abbiamo naturalmente la pretesa di far chiarezza in questa intricata faccenda. Però vogliamo citare, come contributo alla discussione, alcuni articoli reperibili in Google che si sono occupati dei risvolti "criminali" o più prosaicamente affaristici dell'assistenza ai profughi. 
Articoli in cui in buona sostanza si dice: molti furbetti italiani hanno profittato degli stanziamenti destinati ai profughi per lucrarci sopra e fare affari con i soldi (della comunità) alle spalle dei disperati che la malasorte ha gettato sulle nostre coste.

Domanda: non vi sembra che questo film sia un film che abbiamo già visto altre volte? Non vi sembra che se sostituiamo la parola profugo con la parola, ad esempio, terremotato, la sostanza non cambi?

Morale: noi Italiani siamo bravi a sostenere le ragioni dell'egoismo nazionale (diamo i soldi ai nostri poveri e comunque diamoli a dei cristiani e non a dei miscredenti) ma a quanto pare siamo altrettanto bravi a fare affari sulla pelle degli altri, non importa se cristiani o musulmani.

Link 

Scandalo profughi 1
Scandalo profughi 2
Scandalo profughi 3
Scandalo profughi 4



  
(scultore LISCA)

Per visualizzare le opere di Lisca dedicate ai Sepolcri imbiancati ovvero ai Nuovi Farisei, vai al link. Il sito lascia un po' a desiderare, ma le sculture, chiunque rappresentino, sono efficaci.

domenica 20 settembre 2015

SICILIANE A ROMA

La professoressa trovata morta - dopo due anni! -  in un appartamento 40 m. x 40 m. di Roma, cioè la professoressa Privitera, di Educazione artistica, era sicilianuzza e infatti si chiamava Carmela. La ricorda in un lungo articolo oggi, sulla Repubblica, un suo allievo, che forse avrebbe fatto meglio a mantenere l'anonimato, visto che oggi è uno scrittore (qualcuno potrebbe pensare che è in cerca di celebrità).


Che faccia avesse questa sventurata il lettore non lo sa. Ma dalla narrazione della sua vita ne esce fuori una figura patetica, immensamente patetica. Certo Carmela non era una gran gnocca, di quelle che trovi a pagina 2, pagina 3, pagina 5, pagina 7 e così via di Donna moderna, Io donna etc.  

Non era neanche una femminota, cioè una di quelle scafatissime contrabbandiere di sale che Stefano D'Arrigo ha immortalato nel suo Horcynus Orca (1975). 

E non era neanche una di quelle faconde e feconde scrittrici siciliane (come Teresa Carpinteri, Maria Rosa Cutrufelli, Livia De Stefani, Laura di Falco, Dacia Maraini)  di cui abbiamo parlato a lungo nel blog www.rumoredipagine.blogspot.it., le quali negli anni '50 e successivi, dopo aver compiuto seri studi umanistici, erano approdate a Roma per insegnare, scrivere, frequentare salotti letterari, vincere premi e pubblicare.



No. Niente di tutto questo.

A me personalmente Carmela Privitera ricorda una zia che negli anni Venti/Trenta aveva studiato pianoforte al Conservatorio di Milano. Poi era stata travolta dalla guerra e perciò era rimasta zitella. Dava alle bambine lezioni di piano dalle suore. Non ha mai fatto carriera concertistica. Aveva solo due tre allevi privati che riceveva nella casa in cui viveva con la sorella, anch'essa professoressa (di latino), anch'essa zitella.

Una donna di ALTRI TEMPI, insomma. Anche lei alquanto stramba. Lunatica, scorbutica. Ma, a differenza di Carmela, grande chiacchierona e sublime attacca bottone (soprattutto sui tram).

Bene. Quando è morta, negli anni '60, il suo feretro è stato accompagnato, in via Cimarosa, a Milano, da una piccola folla di donne e uomini del quartiere. La portinaia, la sarta, il barista dell'angolo, la cassiera della panetteria etc. etc.

Per questo ho detto una donna d'altri tempi. Perché quelli erano tempi in cui una donna stramba, zitella, lunatica come la mia zia pianista, non faceva schifo alla gente e perciò non restava ad aspettare la sepoltura due anni filati in un appartamento, con la porta sigillata (dai vicini, pare) perché non trapelasse sulle scale il cattivo odore della morte. 

(Cripta dei Cappuccini di Palermo) 



   




  

venerdì 18 settembre 2015

CARITA' cristiana: mode d'emploi



AGGIORNIAMO IL CONCETTO DI CARITA' CRISTIANA





Non è più questo....






E' bensì questo...






Spiegazione per gli eventuali non comprendenti: chi non possiede un lato B avvenente quanto basta per attirare l'attenzione della gente (e magari porlo anche in vendita) è meglio che si chiuda in casa propria, metta un pentolino sul fuoco e crepi senza avvertire nessuno, di modo che possa essere sepolto dopo almeno due anni.
Nota per chi vive all'estero e non legge la stampa italiana: l'episodio citato non è virtuale ma è realmente accaduto, a Roma, in questi giorni. La "protagonista" è un'anziana insegnante di educazione artistica di origini siciliane. Il suo cadavere è stato scoperto dal proprietario dell'appartamento che aveva mandato l'ufficiale giudiziario per dare esecuzione allo sfratto. La povera donna, sola, un po' picchiatella (a quanto si dice), era morta da due anni, lasciando un pentolino sul fuoco (acceso!). Nel condominio nessuno, ma proprio nessuno si era preso la briga di indagare, malgrado il fetore che usciva dall'appartamento. La stampa riferisce che nel condominio ci vivono anche due medici!
E' proprio il caso di dire che se non sei simpatico, affabile, magari un po' paraculo, nessuno ti dà retta. Eppure sono proprio le persone più scorbutiche che magari hanno bisogno di una caritatevole (in senso classico) mano d'aiuto. 

LETTERA APERTA a Calderoli



JE SUIS UN ORANGO!










Nota legale: l'immagine reperita su Google dovrebbe essere di dominio pubblico. L'autore del blog è ciononostante a disposizione degli eventuali aventi diritto (fonte dell'immagine).

giovedì 17 settembre 2015

PRETI LAVATIVI e PRETI OPERAI: due pesi e due misure?

Il Santone di Calcababbio, che ormai i nostri lettori conoscono molto bene, è roso da un quesito: come mai i giornali non dicono quanti preti (obbedendo alla sollecitazione di papa Bergoglio) abbiano aperto le loro parrocchie ai profughi? 
Come mai si parla di tutto, ma su questa questione c'è il silenzio stampa? A esser malevolo viene quasi quasi il sospetto che la maggior parte dei preti abbia fatto orecchi da mercanti.
Vuoi vedere che per capirci qualcosa mi tocca comperare l'Osservatore romano? pensa il Santone masticando una compressa di Formitrol.

Il Santone di Calcababbio è ateo. Ma nella sua contrada, che per certi versi assomiglia alla contrada di Bilbo Baggins, è circondato da cosiddetti credenti


Oddio, il flusso verso la chiesa è lo stesso degli anni '50 o, se si preferisce, è uguale a quello della Jugoslavia di Kusturica: le donne, tutte ben vestite (non più solo di nero), scendono verso il tempio; gli uomini oziano al bar.


Però  questo flusso imponente di donne non partorisce, si direbbe, un altrettanto consistente flusso caritatevole.
I casi sono due, pensa il Santone: 

1) u pisci feti dalla capa e dunque tutto questo assenteismo caritatevole si spiega con l'assenza di una leadership  locale (quella vaticana c'è, eccome!)
2) qualcosa è avvenuto nel corpo della chiesa e la carità è stata sostituita dalla frequentazione delle pratiche liturgiche. Come diceva quel tale: Parigi val bene una messa. Che tradotto in termini contemporanei potrebbe suonare all'incirca così: conta più una messa (o un rosario o una processione) che non un atto di carità!

No, non me la contano giusta. Qui c'è una evidente complicità. Riflette il Santone masticando una foglia di mente piperita. 

Com'è che il cardinal Giuseppe Pizzardo (sotto il pontificato di Pio XII) seppe ideare misure così drastiche nei confronti dei preti operai e oggi nessuno adotta invece nessuna misura "creativa" nei confronti dei preti lavativi?





mercoledì 16 settembre 2015

UNGHERESI, VERGOGNA!

Profughi Ungheresi accolti a Follonica nel 1956. Le foto sono del fotografo follonichese Riccardo Pagni. 






PER CHI AVESSE LA MEMORIA CORTA


Nel 1956, a seguito della repressione sovietica, emigrarono in Europa, attraverso l'Austria e la ex Jugoslavia, più di 200.000 Ungheresi, considerati controrivoluzionari dai russi. In Italia ne giunsero 5.000 e alcune decine di loro furono ospitati a Follonica. 

Sono gli stessi Ungheresi che oggi costruiscono il muro per impedire ai profughi mediorientali di raggiungere la Germania....

Vergogna!