chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


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lunedì 9 febbraio 2015

NEBBIE E MISTERI: la nuova PAC e il nuovo PSR

Il sergente La Nivola è sempre più nel pallone da quando il suo superiore, il maggiore Calvi-Vercesi, gli ha affidato l'incarico di "indagare, indagare alacremente, indagare indefessamente".
Ma indagare su che cosa?
Gesto molle della mano del maggiore. Sguardo annoiato.
"Che domanda? indagare sui crimini del Barbarossa, sulle pretese del Sacro Romano Impero (alias Comunità europea), sul flusso di dobloni che da Aquisgrana converge verso le nostre campagne... e poi i nostri contadini fanno anche le vittime e non vogliono pagare le tasse al Duca...".

Io non credo che il Sacro Romano Impero voglia schiacciare come degli scarafaggi le piccole signorie locali. Pensa La Nivola, che intellettualmente è un uomo libero da condizionamenti. E non penso neanche che da Aquisgrana arrivi qui una montagna di soldi, come ipotizza il maggiore. Se fosse così i contadini non avrebbero le pezze al culo e le loro figlie non sarebbero costrette a esibirsi nelle bettole.

Però la questioni non si presenta lo stesso lineare. Primo, La Nivola è un militare e quindi di agricoltura non se ne intende. Secondo, ciò che si riesce a leggere sulla questione è vergato in modo così bizantino che ci vorrebbe un leguleio per cavarne un ragno dal buco. E poi, e poi c'è la sua signora che lo pressa: "Se non onori il talamo, la regalo al primo che passa, fosse anche un lebbroso...".




Per fortuna oggi è martedì e martedì c'è il mercato degli ovini a Barbaniello. Sicuramente ci sarà anche Menico, pensa La Nivola. Ecco, Menico è il tipo giusto per farmi capire come stanno le cose.

"Menico, me la spieghi tu questa faccenda del nuovo PAC?"
"Nuova PAC, ignorante, cioè Nuova Politica Agricola Comune. Ma lo sai, tenente, che sei un bel scassa maroni!"
"Via, lascia i tuoi ovini al parcheggio e vieniti a bere un sidro. Te lo offro io".

Interno di una bettola di Barbianello. Una meretrice chiacchiera con un cliente, spaparanzata sulle sue ginocchia. Un frate confessa un malato di peste, buttato per terra come un sacco di patate. L'oste pulisce i tavoli e Francesco Petrarca scrive a Laura con una penna d'oca.




Il pastore Menico apre un portatile e digita pavia.coldiretti. Al suo fianco La Nivola osserva speranzoso il monitor. Menico clicca su Nuova Pac. Guida Coldiretti. E gli appare un PDF, che Menico scarica subito e stampa subito con la stampante dell'osteria. Davanti ai loro occhi compare l'immagine tranquillizzante di un covone.

"Guarda però sergente che questo è solo l'inizio. Sei pronto a soffrire?".
"Beh, mica tanto. Ma perché dovrei soffrire?".
"Perché non c'è mica solo la nuova PAC 2014-2020. C'è anche il nuovo PSR, cioè il nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020, che però è in ritardo... E questo PCR, secondo le previsioni, dovrebbe regalare alla nostra regione più di un miliardo di euro. Non so se mi spiego".
"Dio bonino, questa è la volta che il Duca mi appende a un lampione se non gli porto notizie fresche e dettagliate. E di questo tesoretto, quanto spetterebbe al ducato dei Montagner?".


(il seguito alla prossima puntata)





mercoledì 21 gennaio 2015

NEBBIE E MISTERI: i finanziamenti della Comunità europea... che casino!

"Qui non è per niente facile capirci qualcosa".
Il sergente La Nivola si gratta la pera usando la penna d'oca con la quale, per mancanza di risme di carta, sta vergando di parole minute una foglia di vite ingiallita.



"Riepiloghiamo. Il Sacro romano impero (che qualcuno chiama anche Comunità Europea) finanzia le aree rurali. Cioè le zone da sviluppare, come l'Oltrepò pavese, terra del nostro amato duca. Sgancia soldi, insomma.
Ma tutta questa montagna di soldi non li dà al primo venuto! Figuriamoci.
Oddio, dovrebbe darla alla classe dominante, alla casta: duchi, marchesi, conti, baroni. Ma evidentemente a Bruxelles c'è qualche giacobino, perché tutta questa montagna di soldi confluisce a istituzioni come i GAL (Gruppi di azione locale), che non hanno - quando mai! - stemmi blasonati.
Peggio, i GAL sono francamente popolari, visto che si proclamano fedeli al principio del bottom-up, termine ostrogoto che vuol dire dal basso.
(Mi sono sempre chiesto come mai il Barbarossa tolleri questo stato di cose)".

Ma cosa ne fanno i GAL di questa montagna di soldi?

Qui il sergente La Nivola vorrebbe poter dare una risposta certa in breve tempo. Il Duca lo sta tempestando di solleciti attraverso il suo superiore, il maggiore Calvi-Vercesi e quando il Duca scalpita non c'è mai da stare allegri.
Ma il sito del Galt dell'Oltrepò, per quanto all'apparenza sia chiaro e ordinato come acqua di fonte, contiene tante, ma tante di quelle sigle e controsigle (misura PSR, azione PSL, Leader 2007/2013...) che un uomo pur preparato e pur paziente come il sergente La Nivola rischia di perdere la trebisonda.
Il linguaggio per giunta è un misto di burocratese e di scientifichese. 

Favorire la creazione di microimprese organizzate in forma associata in grado di realizzare progetti pilota finalizzati ad integrare le fasce deboli nel contesto rurale dell'area.... e bla e bla
Una cosa irritante al massimo, perché qualche malalingua potrebbe anche sospettare che dietro quelle manierate parole c'è magari il vuoto più totale.

"Allora, sergente. Come va la nostra indagine?"
Il maggiore Calvi-Vercesi ondeggia sui suoi stivali nuovi nuovi, lucidi lucidi. Sotto l'ascella porta infilato un frustino. Il copricapo militare è leggermente arretrato sulla nuca, il che conferisce al maggiore una certa aria sbarazzina.
 "Non ho ancora capito a chi vadano in pratica i soldi del Sacro romano Impero (alias Comunità Europea) e in che modo vengano spesi".

"Beh, diciamo allora, sergente dei miei stivali, che lei non ha combinato niente fino ad adesso...".
"Mi permetta di contraddirla, signore. Io sono svariate notti che non dormo e la mia Teresina mi ha dato un ultimatum: o mi salti addosso con tutta l'armatura entro domenica o vado a darla via al primo pellegrino di passaggio sul Brallo, dove suona la Barda e pascolano i lupi."
"Bel rapportino che avete...".

"Ma insomma questo GAL? possibile che sia più criptico di un romanzo di spionaggio?"
"Maggiore, se non è convinto di quello che dico, legga un po' qui cosa dice dei GAL l'enciclopedia on-line..."

Il GAL è, in sintesi, uno strumento di programmazione che riunisce tutti i potenziali attori dello sviluppo (quali sindacati, associazioni di imprenditori, imprese, comuni, ecc.) nella definizione di una politica "concertata". Attraverso il progressivo consolidamento delle logiche programmatorie e decisionali partecipate e condivise previste dal LEADER, vengono favoriti percorsi ed atteggiamenti innovativi e, comunque, propulsori di effettivo cambiamento nell’ambito della sfera pubblica locale, del mondo imprenditoriale e della collettività, con conseguente emersione e valorizzazione di nuovi attori e nuove relazioni e l’affermazione di modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio.
A tale scopo, il PSR stabilisce le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire attraverso l’Asse 4, definendo in maniera piuttosto dettagliata anche gli strumenti, i soggetti, gli interventi e l’assetto operativo ed attuativo generale, nonché le principali modalità ed i percorsi esecutivi da attivare.




Per la cronaca: pare che il Gal dell'Oltrepò pavese abbia cambiato nome e si chiami ora Fondazione per lo sviluppo dell'Oltrepò pavese. Non si ha però conferma della cosa, anche perché in rete c'è sempre il vecchio GAL.

domenica 18 gennaio 2015

NEBBIE E MISTERII: cosa bolle in Internet?

La SSOP (Servizi Segreti dell'Oltrepò Pavese) è in fibrillazione. Il Duca, dopo quello che è successo in Lutezia il 7 gennaio, ha infatti ordinato di schedare tutti i sudditi, esclusi i neonati in fasce.
Il problema è che la SSOP non possiede sistemi operativi aggiornati, perché lavora ancora con Window 94 e dunque i suoi agenti sono costretti a fare una schedatura dattiloscritta, su risme di carta. Ma anche la carta manca e perciò gli agenti della SSOP si vedono costretti a fare una schedatura rudimentali su foglie di vite, che, come è risaputo, nell'Oltrepò collinare non mancano.


"Cosa schediamo?" chiede il sergente La Nivola (chiaramente un immigrato) al suo capo, il maggiore Calvi-Vercesi (questo invece è un montagner DOC).
"Cominciamo a schedare quelli che fanno uso di Internet. Internet, lo sanno anche i gatti, è l'anticamera del terrorismo. Per cui schediamo i portali, i siti, i blog che hanno a che fare con l'Oltrepò pavese, cominciando magari da quel blog infame che mette in cattiva luce l'Oltrepò con i suoi frizzi e lazzi. Mi riferisco a www.collinedel vino.blogspot".

"OK, maggiore Calvi-Vercesi. Scaveremo nella rete e vedremo di far saltare fuori tutto ciò che in qualche maniere ha attinenza con l'Oltrepò" (il sergente La Nivola è un uomo di lettere e ha studiato scrittura creativa nella scuola che il romanziere di Pietra de' Giorgi ha aperto in un garage vicino a casa sua).

Dallo schedario su foglia di vite della SSOP

Gruppo di Azione Locale Oltrepò. Fondazione con sede a Varzi. Suo slogan: Noi è da un po' che ci crediamo!
Il GAL è una fondazione di partecipazione (che vorrà dire?) composta dai più rappresentativi enti pubblici e privati dell'area Oltrepò (ma il Duca nel GAL non figura, accidenti!). Riconosciuta dalla Regione Lombardia nell'ottobre 2011 (ah, ecco, c'è di mezzo quello smidollato dello Sforza...) la Fondazione opera come una vera e propria agenzia di sviluppo locale ed è soggetto di riferimento sul territorio in quanto catalizzatore di finanziamenti comunitari e regionali ed interlocutore privilegiato dell'Oltrepò pavese.

"Dio buono, ma questa è roba che scotta! Chissà se il Duca ne è a conoscenza. Qui non c'è solo fumo, c'è anche arrosto. Questa sigla Gal poi mi ricorda dannatamente i Gap. 
Qui bisogna approfondire. E' tassativo farlo. E' imperativo andare a fondo. Peccato che il provider abbia staccato la spina. Sono le 18 e il traffico è intensissimo.Ci riproverò stanotte".

Il sergente La Nivola posa la penna, archivia la foglia di vite e se ne va alla locanda a bere un goccio di Bonarda.