chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


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venerdì 30 ottobre 2015

ITALIANI... che noia!

Ricordate la crisi greca di qualche mese fa? Bene, allora si scatenò la caccia alla strega cattiva (la Merkel). Facebook fu inondata da deliranti messaggi in cui i Greci di oggi erano paragonati ai 300 di Leonida e la Merkel era paragonata ad Adolfo.




Inutile far ragionare i deliranti. Avevano staccato la spina.

La stessa cosa si sta ripetendo ora con il SALAME. Dopo che l'OMS ha detto che le carni lavorate fanno male, apriti cielo. I nostri eroi si sono precipitati tutti su Facebook, esibendosi in deliranti messaggi in cui l'esaltazione del salame procede di pari passo con la demonizzazione dell'OMS (nessuno è mai morto di salame... ci vogliono far morire di fame... etc.) .

Stessa musica di qualche mese fa. Stesso qualunquismo. Stessi toni di adolescenziale contestazione dell'autorità cattiva. Stessa ignoranza dei dati di fatto. Stesso machismo strisciante L'esaltazione del salame ha evidenti echi fallici. In tutti i casi, a non voler pensar male, evoca il sano e virile mondo contadino del nonno, naturalmente idealizzato.

Questi signori, lo ripetiamo, è perfettamente inutile farli ragionare: hanno staccato la spina.
Magari però queste immagini li faranno tacere per qualche minuto e in questo modo smetteranno di inondare Facebook di corbellerie.

L'UCCISIONE DEL MAIALE





Eccolo il salame che tanto vi piace!


P.S. purtroppo al coro degli scettici (ma che corbelleria, il salame fa benissimo) si è unito anche il Ministro della Sanità, che è cascata dal pero (Non conosciamo questa ricerca...). Ministra, non c'è nessun bisogno di conoscere quest'ultima ricerca (che peraltro è una meta analisi, ovvero una sorta di rassegna delle ricerche sull'argomento). Si tratti di dati risaputi da tempo. E' solo l'OMS che è in ritardo!

martedì 27 ottobre 2015

I MONTAGNER: perché sono così incoscienti?

Nell'ultimo post (quello sul SALAME) ci ponevamo il problema: ma perché i Montagner non hanno alcun istinto di difesa nei confronti del cibo cattivo? Al contrario. Perchè i Montagner amano così appassionatamente il cibo cattivo?


Cerchiamo di capirci. Per cibo cattivo non si intende il cibo avariato o il cibo cucinato male. Si intende quel cibo che non contiene batteri (come il famigerato botulino), ma contiene conservanti. Altrettanto, se non addirittura più pericolosi, alla lunga, dei batteri, perché cangerogeni (ormai è assodato, non ci sono più scuse). Come i famigerati NITRITI di cui sono infarciti il salame, il prosciutto, i wurstell, la carne conservata, il pesce affumicato etc etc. E che in teoria servono per scongiurare il botulino, ma in realtà servono a rendere più appetibile la carne. Sia al gusto, sia alla vista (infatti diventa bella rossa come la mela di Biancaneve).In poche parole, per cibo cattivo si intende il cibo trattato, il cibo industriale.



Certo, non è una prerogativa dei soli Montagner quella di lasciarsi cullare dal cibo trattato, dal cibo troppo zuccherato, dalle farine raffinate. Anche altrove si va poco per il sottile con il cibo. Lo testimoniano le corsie dei supermercati riservati ai dolci, ai biscotti, alle merendine. Fateci caso. In metri lineari superano quelle dedicate alle verdure, che pure sono più voluminose.

Però i Montagner (intesi non in senso proprio come gli abitanti della collina dell'Oltrepò pavese, ma intesi qui in senso lato, come gli abitanti della provincia di Pavia), rispetto a un milanese spiccano per maggior incoscienza, per una accentuata propensione nei confronti del cibo crasso: il cibo della festa, il cibo della crapula. Il milanese (meglio: la milanese) si fa di tisane e di verdurine. Il Montagner, invece, si fa di cotechino e di barbera a gogò. Il milanese corre in palestra. Il Montagner si attarda a tavola.


Ovvio che queste generalizzazioni lasciano il tempo che trovano. Ci sono anche Montagner temperanti, come ci sono milanesi crapuloni.

Quello che fa pensare è il fatto che qui la propensione verso il cibo crasso dei giorni di festa di una volta non è tanto il segno di un indole guduriosa. Un modo sanamente tradizionale, cioè, di godersi la vita.  
Infatti questa tendenza al cibo "pesante", non dietetico, poco mediterraneo, fa il paio con una certa leggerezza nei confronti di altre cose che fanno decisamente male, come i diserbanti in agricoltura, i fanghi industriali impiegati come concime (Lomellina docet), i pesticidi fino ad ieri distribuiti a manetta dagli elicotteri sulla testa ignara, o complice, dei Montagner. E chi non usa queste porcherie, comunque le tollera. Anche se di recente qualcosa si è mosso, come dimostrano i recenti convegni sull'uso dei fanghi industriali nella nostra provincia.



Nelle generali insomma non sembra che la gente di qui sia più che tanto preoccupata dello stato disastroso della salute pubblica, come dimostra il triste primato della provincia di Pavia, che è arrivata a bagnare il naso alle  altre provincie in fatto di cancri e di altre patologie ambientali.

Ma cosa aspettano i Montagner ad acquisire una maggior sensibilità ambientale e, va da sé, salutistica? perché subiscono fatalisticamente (quando non assecondano) l'inquinamento dei suoli, dell'acqua, dell'aria, del cibo? E' ignoranza? o paura o sottomissione o conformismo o tornaconto?