chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


mercoledì 23 settembre 2015

ASSISTENZA ai profughi ALL'ITALIANA

Il problema dei profughi sembrerebbe soprattutto un problema EMOTIVO: c'è chi caldeggia iniziative umanitarie e chi, viceversa, osteggia le iniziative umanitarie. Non solo gli Stati (buoni come la Germania contro cattivi come l'Ungheria). Ma anche gli individui, i privati cittadini, che si dividono fra chi li vuole aiutare e chi i profughi non li vuole proprio fra le palle.


Naturalmente il problema non è solo emotivo. E' anche, se non soprattutto, un problema politico (si vedano, per capirci, le prese di posizione della Lega). 
Ed è un problema organizzativo, normativo, burocratico. Chi fa che cosa..? Chi non fa ciò che dovrebbe fare...? Chi non fa ciò che si potrebbe fare perché non c'è la normativa che consente? Etc. etc.

Molti di questi risvolti sfuggono naturalmente al cittadino comune, che ha sentito vagamente parlare di coordinamento da parte della Protezione civile, di gestione prefettizia, di soldi stanziati dal governo (che secondo alcuni sono troppi). Ma che in tutto questo si raccapezza assai poco.

Su questa questione dei SOLDI in particolare l'opinione pubblica si divide seguendo la linea di faglia tipica di Facebook, che poi è la linea di faglia tradizionale: Destra/Sinistra. 
C'è chi dice che facciamo troppo poco, che siamo degli egoisti (sono i cosiddetti buonisti). E c'è chi dice che sono tutti soldi buttati via e che bisognerebbe destinarli agli italiani bisognosi (è la tipica curva ultras).


Naturalmente queste opinioni non sono sostenute dai contendenti con il supporto di elementi concreti, ma sono piuttosto condite con il sale e pepe degli insulti pesanti, delle contumelie, delle offese, delle ingiurie. 

Insomma. E' un autentico casino.

Noi non abbiamo naturalmente la pretesa di far chiarezza in questa intricata faccenda. Però vogliamo citare, come contributo alla discussione, alcuni articoli reperibili in Google che si sono occupati dei risvolti "criminali" o più prosaicamente affaristici dell'assistenza ai profughi. 
Articoli in cui in buona sostanza si dice: molti furbetti italiani hanno profittato degli stanziamenti destinati ai profughi per lucrarci sopra e fare affari con i soldi (della comunità) alle spalle dei disperati che la malasorte ha gettato sulle nostre coste.

Domanda: non vi sembra che questo film sia un film che abbiamo già visto altre volte? Non vi sembra che se sostituiamo la parola profugo con la parola, ad esempio, terremotato, la sostanza non cambi?

Morale: noi Italiani siamo bravi a sostenere le ragioni dell'egoismo nazionale (diamo i soldi ai nostri poveri e comunque diamoli a dei cristiani e non a dei miscredenti) ma a quanto pare siamo altrettanto bravi a fare affari sulla pelle degli altri, non importa se cristiani o musulmani.

Link 

Scandalo profughi 1
Scandalo profughi 2
Scandalo profughi 3
Scandalo profughi 4



  
(scultore LISCA)

Per visualizzare le opere di Lisca dedicate ai Sepolcri imbiancati ovvero ai Nuovi Farisei, vai al link. Il sito lascia un po' a desiderare, ma le sculture, chiunque rappresentino, sono efficaci.

domenica 20 settembre 2015

SICILIANE A ROMA

La professoressa trovata morta - dopo due anni! -  in un appartamento 40 m. x 40 m. di Roma, cioè la professoressa Privitera, di Educazione artistica, era sicilianuzza e infatti si chiamava Carmela. La ricorda in un lungo articolo oggi, sulla Repubblica, un suo allievo, che forse avrebbe fatto meglio a mantenere l'anonimato, visto che oggi è uno scrittore (qualcuno potrebbe pensare che è in cerca di celebrità).


Che faccia avesse questa sventurata il lettore non lo sa. Ma dalla narrazione della sua vita ne esce fuori una figura patetica, immensamente patetica. Certo Carmela non era una gran gnocca, di quelle che trovi a pagina 2, pagina 3, pagina 5, pagina 7 e così via di Donna moderna, Io donna etc.  

Non era neanche una femminota, cioè una di quelle scafatissime contrabbandiere di sale che Stefano D'Arrigo ha immortalato nel suo Horcynus Orca (1975). 

E non era neanche una di quelle faconde e feconde scrittrici siciliane (come Teresa Carpinteri, Maria Rosa Cutrufelli, Livia De Stefani, Laura di Falco, Dacia Maraini)  di cui abbiamo parlato a lungo nel blog www.rumoredipagine.blogspot.it., le quali negli anni '50 e successivi, dopo aver compiuto seri studi umanistici, erano approdate a Roma per insegnare, scrivere, frequentare salotti letterari, vincere premi e pubblicare.



No. Niente di tutto questo.

A me personalmente Carmela Privitera ricorda una zia che negli anni Venti/Trenta aveva studiato pianoforte al Conservatorio di Milano. Poi era stata travolta dalla guerra e perciò era rimasta zitella. Dava alle bambine lezioni di piano dalle suore. Non ha mai fatto carriera concertistica. Aveva solo due tre allevi privati che riceveva nella casa in cui viveva con la sorella, anch'essa professoressa (di latino), anch'essa zitella.

Una donna di ALTRI TEMPI, insomma. Anche lei alquanto stramba. Lunatica, scorbutica. Ma, a differenza di Carmela, grande chiacchierona e sublime attacca bottone (soprattutto sui tram).

Bene. Quando è morta, negli anni '60, il suo feretro è stato accompagnato, in via Cimarosa, a Milano, da una piccola folla di donne e uomini del quartiere. La portinaia, la sarta, il barista dell'angolo, la cassiera della panetteria etc. etc.

Per questo ho detto una donna d'altri tempi. Perché quelli erano tempi in cui una donna stramba, zitella, lunatica come la mia zia pianista, non faceva schifo alla gente e perciò non restava ad aspettare la sepoltura due anni filati in un appartamento, con la porta sigillata (dai vicini, pare) perché non trapelasse sulle scale il cattivo odore della morte. 

(Cripta dei Cappuccini di Palermo) 



   




  

venerdì 18 settembre 2015

CARITA' cristiana: mode d'emploi



AGGIORNIAMO IL CONCETTO DI CARITA' CRISTIANA





Non è più questo....






E' bensì questo...






Spiegazione per gli eventuali non comprendenti: chi non possiede un lato B avvenente quanto basta per attirare l'attenzione della gente (e magari porlo anche in vendita) è meglio che si chiuda in casa propria, metta un pentolino sul fuoco e crepi senza avvertire nessuno, di modo che possa essere sepolto dopo almeno due anni.
Nota per chi vive all'estero e non legge la stampa italiana: l'episodio citato non è virtuale ma è realmente accaduto, a Roma, in questi giorni. La "protagonista" è un'anziana insegnante di educazione artistica di origini siciliane. Il suo cadavere è stato scoperto dal proprietario dell'appartamento che aveva mandato l'ufficiale giudiziario per dare esecuzione allo sfratto. La povera donna, sola, un po' picchiatella (a quanto si dice), era morta da due anni, lasciando un pentolino sul fuoco (acceso!). Nel condominio nessuno, ma proprio nessuno si era preso la briga di indagare, malgrado il fetore che usciva dall'appartamento. La stampa riferisce che nel condominio ci vivono anche due medici!
E' proprio il caso di dire che se non sei simpatico, affabile, magari un po' paraculo, nessuno ti dà retta. Eppure sono proprio le persone più scorbutiche che magari hanno bisogno di una caritatevole (in senso classico) mano d'aiuto. 

LETTERA APERTA a Calderoli



JE SUIS UN ORANGO!










Nota legale: l'immagine reperita su Google dovrebbe essere di dominio pubblico. L'autore del blog è ciononostante a disposizione degli eventuali aventi diritto (fonte dell'immagine).

giovedì 17 settembre 2015

PRETI LAVATIVI e PRETI OPERAI: due pesi e due misure?

Il Santone di Calcababbio, che ormai i nostri lettori conoscono molto bene, è roso da un quesito: come mai i giornali non dicono quanti preti (obbedendo alla sollecitazione di papa Bergoglio) abbiano aperto le loro parrocchie ai profughi? 
Come mai si parla di tutto, ma su questa questione c'è il silenzio stampa? A esser malevolo viene quasi quasi il sospetto che la maggior parte dei preti abbia fatto orecchi da mercanti.
Vuoi vedere che per capirci qualcosa mi tocca comperare l'Osservatore romano? pensa il Santone masticando una compressa di Formitrol.

Il Santone di Calcababbio è ateo. Ma nella sua contrada, che per certi versi assomiglia alla contrada di Bilbo Baggins, è circondato da cosiddetti credenti


Oddio, il flusso verso la chiesa è lo stesso degli anni '50 o, se si preferisce, è uguale a quello della Jugoslavia di Kusturica: le donne, tutte ben vestite (non più solo di nero), scendono verso il tempio; gli uomini oziano al bar.


Però  questo flusso imponente di donne non partorisce, si direbbe, un altrettanto consistente flusso caritatevole.
I casi sono due, pensa il Santone: 

1) u pisci feti dalla capa e dunque tutto questo assenteismo caritatevole si spiega con l'assenza di una leadership  locale (quella vaticana c'è, eccome!)
2) qualcosa è avvenuto nel corpo della chiesa e la carità è stata sostituita dalla frequentazione delle pratiche liturgiche. Come diceva quel tale: Parigi val bene una messa. Che tradotto in termini contemporanei potrebbe suonare all'incirca così: conta più una messa (o un rosario o una processione) che non un atto di carità!

No, non me la contano giusta. Qui c'è una evidente complicità. Riflette il Santone masticando una foglia di mente piperita. 

Com'è che il cardinal Giuseppe Pizzardo (sotto il pontificato di Pio XII) seppe ideare misure così drastiche nei confronti dei preti operai e oggi nessuno adotta invece nessuna misura "creativa" nei confronti dei preti lavativi?





mercoledì 16 settembre 2015

UNGHERESI, VERGOGNA!

Profughi Ungheresi accolti a Follonica nel 1956. Le foto sono del fotografo follonichese Riccardo Pagni. 






PER CHI AVESSE LA MEMORIA CORTA


Nel 1956, a seguito della repressione sovietica, emigrarono in Europa, attraverso l'Austria e la ex Jugoslavia, più di 200.000 Ungheresi, considerati controrivoluzionari dai russi. In Italia ne giunsero 5.000 e alcune decine di loro furono ospitati a Follonica. 

Sono gli stessi Ungheresi che oggi costruiscono il muro per impedire ai profughi mediorientali di raggiungere la Germania....

Vergogna!

venerdì 11 settembre 2015

CASE PARROCCHIALI INUTILIZZATE

"L'estate sta tramontando" pensa fra sé e sé il romanziere di Pietra de' Giorgi mentre avanza velocemente sulla Costa grossa con i bastoncini del Nordic.



La sua andatura non è perfetta, perché ha la falcata troppo corta e perciò non rulla adeguatamente sui piedi. Invece il movimento di apertura della mano  mentre la porta indietro gli viene bene. Se pensa a tutti quelli che gli capita di incontrare sulla Costa grossa che camminano con i bastoncini del trekking impugnati come arti morti gli viene da sorridere. E' tutta gente che si vede che non cammina abitualmente. Scampagnate scomposte, con cani, bambini,  nonna, zia.  Chiacchiere e risate che mettono allegria. Ma di ciccia ce n'è troppa. Anche se sorprendentemente viaggiano come delle lippe.  Una volta un gruppone inter familiare l'ha persino superato e lui ha visto i bambinetti che si voltavano indietro con la faccetta maliziosa. "Carognette" ha pensato. "La vostra è tutta adrenalina. Vediamo come vi sentirete stasera...".


C'è chi vendemmia e chi viaggia su e giù con i trattori. Il consueto via via settembrino. Mosche e zanzare in questo momento stranamente tacciono.

Chissà perché ci sono così tante zanzare, qui, e chissà se è un fatto recente (in tal caso: che cosa le ha scatenate?).
Lo scrittore di Pietra de' Giorgi sta facendo manutenzione ordinaria nella bella casa di una conoscente che è all'estero per lavoro. Quando non scrive adora dedicarsi al bricolage. Ma deve accendere degli zampironi se lavora all'aperto nelle ore pomeridiane. In questa casa non c'è una sola zanzariera, constata. Nella sua invece non c'è finestra senza schermatura. Possibile che fossero indifferenti ai morsi delle zanzare? Oppure, prima, di zanzare ce n'erano meno?

"Bisogna che glielo chieda..." mugugna fra sé e sé, mentre incrocia una donna, molto piacente, che avanza, anche lei con i bastoncini, in direzione opposta alla sua.
Spinto dalla curiosità lui si volta a guardarla dopo pochi passi e, sorprendentemente, scopre che anche lei si è voltata a guardarlo.
"Ma dai, non ci posso credere... le donne si voltano a guardarmi! non è mai successo... che sia merito del Nordic?".

Più diritto, con una falcata più ampia e orgogliosa, si dirige verso la Locanda, dove la Locandiera in compagnia di due belle ragazze sta manipolando tortelloni di magro.

"Come butta, ragazze?"
"Male grazie" è la risposta della locandiera, che avrebbe voglia di passeggiare anche lei sulla Costa grossa.

"Senti un po', secondo te i parroci della zona obbediranno all'invito di Bergoglio?".
"Ne dubito..." Interloquisce un cliente che sta leggendo la Provincia pavese.

"Eppure di case parrocchiali vuote ce ne sono parecchie nei dintorni, che oltretutto vanno alla malora perché i parroci, a furia di pensare solo all'anima, curano poco la manutenzione dei fabbricati...".

"Il fatto è che non sempre hanno l'agibilità... sai com'è... Il cesso è obsoleto, mancano le zanzariere, la canna fumaria non è a norma, c'è il salvavita ma manca la puntazza... ".

"Già, già... questa storia è assurda. Ti immagini. Trovo un malcapitato con la gamba rotta per strada e non lo raccolgo perché la mia macchina non è adibita al trasporto dei feriti... E' così che vanno le cose qui da noi. Ah, cosa ne direbbe la Merkel!".



"Anche tu innamorato di Angela come il Santone di Calcababbio?"

"Beh, c'è anche di peggio" interloquisce una delle due belle ragazze mentre mena colpi ben assestati sulla pasta stesa sullo stampo. "Ci sono persone che se incontrano per strada un malcapitato con la gamba rotta finiscono di rompergliela con un calcio. E magari si tratta di una donna bionda, giovane e carina...!".







venerdì 4 settembre 2015

MERKEL ti voglio bene

Il Santone di Calcababbio aspetta le scuse di tutti coloro che durante la "crisi greca" hanno insultato la Merkel paragonandola a Hitler.




Però non ha sentito nessuno ricredersi. Tutti bunkerati, tutti bulgari.

Per omaggiare Angela, il Santone di Calcababbio, che malgrado i suoi 102 anni è pur sempre un malandrino, ha appeso nella sua cucina il ritratto della Merkel quando era giovane e molto molto carina.
  



Avercene, è stata la sua considerazione, pronunciata a voce alta nella Locanda di Pietra. E invece noi abbiamo quella buffonata della marcia a piedi nudi, che non servirà certo a salvare qualche migrante, donna, uomo, bambino o ragazzo.
Pensare che parecchi Italiani si sono dichiarati disponibili ad ospitare dei profughi. Ma la burocrazia mette i bastoni fra le ruote...

Se Renzi avesse solo un grammo dei cabbasisi di Angela promuoverebbe subito una legge che consenta di aggirare gli ostacoli frapposti dall'attuale normativa (per esempio quella sugli affidi, ma non solo....).

AMEN