(seguito dalla precedente puntata)
All'ombra di una palma nana, il prototipo di un mammifero, cioè del primo animale dell'era del caos, stava organizzando il suo pasto stentato, che consisteva per lo più in fronde tenerelle .
Il criceto alfa conosceva bene i Titani e da qualche tempo aveva anche cominciato a sgamarli. Perché i Titani, apparentemente, sembravano mostri animati da una furia primordiale. Ma poi rivelavano tratti di spassosa leggerezza, che lo inducevano a sperare in un'evoluzione in meglio della razza. Soprattutto le "ragazze", che camminavano in modo indolente e sinuoso, che chiacchieravano bisbigliando e che, nei momenti più impensati, prorompevano improvvisamente in allegre corse folli.
Tuttavia c'era un Titano di cui il criceto alfa aveva una paura maledetta e questi era il Titano Iperione, il fidanzato di Teia. Ma che differenza fra i due! Teia era tutta ricoperta da una elegante pelliccia maculata e aveva un collo elegantissimo alla Modì. Iperione invece era cupo, sinistro. Un tank. Una bestia dall'intelligenza criminale.
Iperione stava percorrendo a grandi falcate una pianura cosparsa di ribollenti soffioni boraciferi. I suoi tendini erano come molle d'acciaio. I suoi piedi, mostruosi, calpestavano il terreno indifferenti agli spunzoni di roccia lavica che affioravano come pugnali e ai getti di gas. Le narici, paragonabili ai padiglioni di un elefante, erano dilatate e captavano ogni minimo odore con concupiscenza.
"Questo è il puzzo di quell'animale che si ciba delle fronde tenerelle delle palme nane e che probabilmente ha ossa delicate che si spezzano solo a prenderlo in mano. E questa è l'ambrosia di cui profuma la pelle di Teia. Ma dove si nasconde Teia, che non riesco a vederla?"
A due passi da lui il criceto alfa tremava come una foglia, nascosto sotto la chioma di una palma nana. Iperione, lui lo intuiva, era probabilmente l'unico Titano che avrebbe mangiato vivo una creatura animale: un criceto, come lui, innanzitutto. Ma forse forse persino un altro Titano....
(continua)


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