Sotto Natale, la gente non lo sa, ma
girano dei folletti nelle case degli umani e ispirano sogni di bontà, anche ai
più coriacei. Sono sogni blindati, che nessuno ricorda il giorno dopo, ma che,
come gli antibiotici, agiscono per qualche giorno, influenzando il
comportamento delle persone.
Difficilmente perciò nei giorni dalla
vigilia di Natale e Santo Stefano c’è qualcuno che compie porcate.
Oddio, non si sa mai, eh. Qualcosa
potrebbe non funzionare. Per cui, occhio. Non abbassate del tutto la guardia.
Tuttavia in genere il delicato lavoro
dei folletti va a buon fine e il rosolio delle loro paroline, che cola nei
padiglioni delle orecchie, anche le più ostiche, ottiene effetti miracolosi.
Il Rasputin di Pecorara ieri notte ha
sognato che regalava la sua collezione di rubli d’oro e i due candelabri
sottratti a Nicola II, a povere ragazze da marito, per farsi una dote.
Il Duca dell’Oltrepò ha sognato di
graziare i cinque banditi che le sue guardie hanno arrestato il giorno di Sant’Ambrogio
in un bordello di Fortunago.
Il romanziere di Pietra de’ Giorgi ha
sognato di scrivere senza compenso la biografia della locandiera.
La locandiera ha sognato che metteva
meno burro nel risotto, per venire incontro alle paturnie salutiste del
romanziere di Pietra de’ Giorgi.
La Barda ha sognato di suonare avvolta dalle ombre complici del bosco. E di suonare
marcette ellenistiche per il godimento del branco dei lupi, degli gnomi, degli
elfi, degli hobbit, degli orchi, senza discriminazioni di sorta (destra,
sinistra, neri, bianchi, atei, ortodossi…).
Il locandiere ha sognato di fare pace
con il Rasputin di Pecorara e di regalargli una intera collezione di fumetti di
Cocco Bill.
L’autrice di racconti ha sognato di
scrivere un romanzo rosa e di dedicarlo a Susanna Tamaro.
La maga del tè di Casteggio ha
sognato di offrire i suoi tè più preziosi alla guarnigione del duca, esibendosi
vestita da ninfa dei boschi.
Il santone di Calcababbio ha sognato
di andare in visita dal vescovo di Romagnese, portandogli in dono una trota di
fiume.
L’abate di Zavattarello ha sognato di
mangiare un’insalata di cardi.
Infine, il mago di Tort ha sognato di
far pace con Mago Merlino e di offrirgli la mano di sua nipote.
C’è solo un folletto che, avendo bevuto
troppo sidro, si è addormentato e perciò non ha potuto ispirare buone intenzioni.
Ecco perché il vignaiolo claudicante ha picchiato l'ubriaco del paese, che gli ha morso la mano facendogliela diventare tutta blu.
Ecco perché il vignaiolo claudicante ha picchiato l'ubriaco del paese, che gli ha morso la mano facendogliela diventare tutta blu.




auguri di buon natale a tutti i miei affezionati lettori
RispondiEliminagrazie caro, ricambio di cuore (il romanziere di Pietra de' Giorgi)
RispondiEliminami piacciono tanto i folletti natalizi
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