Il romanziere di Pietra de' Giorgi è in gramaglie. Ma anche il marito della locandiera è in gramaglie.
E lo sono entrambi per lo stesso motivo: la STARI. Ovverosia il balzello che in un momento di cinico sadismo il Duca ha imposto alla popolazione dell'Oltrepò, emulato immediatamente da tutti gli altri baroni, conti, marchesi, principi, prelati dell'intera penisola.
Che sinistro balzello è mai questa STARI, che pronunciata a denti stretti, come sta facendo ora il marito della locandiera, sembra evocare qualche divinità dei fondali melmosi, qualche creatura degli stagni?
E' un balzello che il Duca ha ideato quasi per gioco. In una cupa notte senza luna. Mentre i suoi accoliti, giù nelle segrete, torturavano l'ubriaco del paese, colpevole di aver urlato a squarciagola, davanti al castello di Montalto: "A morte le sanguisughe del popolo!"
Si dice che il suggeritore di questo odioso balzello sia quel Rasputin locale che abita a Pecorara e che gira per i campi col suo saio nero lungo fino ai piedi, scortato da un feroce orso bruno. Il Rasputin di Pecorara gli avrebbe insinuato mellifluo in un orecchio: "Duca, perché non fai pagare a quegli straccioni dei tuoi contadini le spese che affronti per pulire le strade, le piazze, i viottoli, le gradinate?"
"Ma io non affronto nessuna spesa. Fanno tutto i bifolchi, ognuno nello spazio antistante casa sua...".
"Fa nagott (in italiano, fa niente)" avrebbe incalzato il Rasputin di Pecorara. "Vostra Grazia gliele faccia pagare lo stesso. Vorrà dire che avrà più soldi per le spese ... ehm...ehm... di rappresentanza...".
I ben informati dicono che il Duca, fregandosi le mani all'idea di poter accantonare un nuovo tesoretto, avrebbe chiesto al suo giullare: "Dì, buffone, come si chiama quella Escort mediorientale che è rimasta coinvolta nello scandalo del principe di Arcore?"
Al che il giullare avrebbe risposto: "Con quello che sua eminenza, anzi sua santità, anzi sua onorevolezza raggranellerà con la STARI, altro che una escort! C'è già un TIR pieno di escort pronto a partire dalle ubertose piane del Volga. Tutte ragazze minorenni. Tutte pulzelle. Basta un suo cenno...".
"E sia, si proceda con la STARI. Ma vogliamo proprio chiamarla così? mi piacerebbe di più chiamarla tassa sulla Monnezza...".
E lo sono entrambi per lo stesso motivo: la STARI. Ovverosia il balzello che in un momento di cinico sadismo il Duca ha imposto alla popolazione dell'Oltrepò, emulato immediatamente da tutti gli altri baroni, conti, marchesi, principi, prelati dell'intera penisola.
Che sinistro balzello è mai questa STARI, che pronunciata a denti stretti, come sta facendo ora il marito della locandiera, sembra evocare qualche divinità dei fondali melmosi, qualche creatura degli stagni?
E' un balzello che il Duca ha ideato quasi per gioco. In una cupa notte senza luna. Mentre i suoi accoliti, giù nelle segrete, torturavano l'ubriaco del paese, colpevole di aver urlato a squarciagola, davanti al castello di Montalto: "A morte le sanguisughe del popolo!"
Si dice che il suggeritore di questo odioso balzello sia quel Rasputin locale che abita a Pecorara e che gira per i campi col suo saio nero lungo fino ai piedi, scortato da un feroce orso bruno. Il Rasputin di Pecorara gli avrebbe insinuato mellifluo in un orecchio: "Duca, perché non fai pagare a quegli straccioni dei tuoi contadini le spese che affronti per pulire le strade, le piazze, i viottoli, le gradinate?"
"Ma io non affronto nessuna spesa. Fanno tutto i bifolchi, ognuno nello spazio antistante casa sua...".
"Fa nagott (in italiano, fa niente)" avrebbe incalzato il Rasputin di Pecorara. "Vostra Grazia gliele faccia pagare lo stesso. Vorrà dire che avrà più soldi per le spese ... ehm...ehm... di rappresentanza...".
I ben informati dicono che il Duca, fregandosi le mani all'idea di poter accantonare un nuovo tesoretto, avrebbe chiesto al suo giullare: "Dì, buffone, come si chiama quella Escort mediorientale che è rimasta coinvolta nello scandalo del principe di Arcore?"
Al che il giullare avrebbe risposto: "Con quello che sua eminenza, anzi sua santità, anzi sua onorevolezza raggranellerà con la STARI, altro che una escort! C'è già un TIR pieno di escort pronto a partire dalle ubertose piane del Volga. Tutte ragazze minorenni. Tutte pulzelle. Basta un suo cenno...".
"E sia, si proceda con la STARI. Ma vogliamo proprio chiamarla così? mi piacerebbe di più chiamarla tassa sulla Monnezza...".



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