Lode eterna a chi ha restaurato! Lode eterna a chi ha abbellito una facciata, bonificato uno stabile fatiscente, deumidificato uno scantinato, raddrizzato una tettoia, asportato un tetto di eternit.
Sì, perché nel nostro bel Oltrepò non c'è soltanto l'eternit a insidiare la salute della gente. In subordine, senza rivestire per fortuna la stessa gravità, a insidiare la salute della gente di qui c'è anche... l'UMIDITA'.
Avete presente come sono fatte le case "storiche" qui? Non parlo dei bei palazzi aristocratici, quelli di cui discetta ad abundantiam il nostro Alessandro Cerioli, che della gente del popolo se ne sbatteva allegramente i cabbasisi (i suoi tre tomi sono un quasi maniacale racconto a base di prevosti, di vescovi, di conti, di palazzi patrizi, di cappelle votive etc. Mentre per il resto, che ne so io, l'agricoltura, la vita che conducevano i contadini, lo stato della salute pubblica... nisba).
Parlo di certe modeste case in mattoni con un intonaco che ormai cade a pezzi che si vedono nei paesi.
A paragone di queste casupole, i casolari che sorgono nel bel mezzo di in una conca valliva, sul cucuzzolo di un poggiolo, ai bordi di un tornante e che non posseggono neanche l'intonaco sono fatti decisamente meglio. Parliamo di quelle case che erano, contemporaneamente, abitazione + stalla + fienile e che in parte minima sono state restaurate, in gran parte sono rimaste com'erano, diroccandosi nobilmente nei decenni.
"Le costruzioni adibite ad abitazione, benché in generale pulite, sono, nella loro maggioranza notevolmente umide, con finestre strette, che non permettono una sufficiente aerazione e parecchie sono situate in immediata vicinanza di stalle e concimaie".
Così scriveva l'Ufficiale Sanitario nel 1946.
Esse fanno il paio con le case contadine che io ho visto nel Polesine (un'altra terra povera ab antiquo...). Però quelle avevano una bella canna fumaria a vista per il riscaldamento a camino!
Ebbene. Perché le case dislocate nei paesetti hanno le finestre e le porte così strette? forse perché ci abitavano degli hobbit?
E perché i tetti sono aggettanti spesso solo da un lato? cosicché la pioggia battente in una giornata di novembre o di aprile li bagna che sono poi da buttar via.
Perché le fondazioni, già di per sé poco profonde (mezzo metro? ad andar bene) non sono di pietra, ma sono di mattoni, i quali ciucciano l'umidità del sottosuolo come i pupattoli quando si attaccano alla tetta della mamma?
Io che ho parzialmente restaurato una casa di questo tipo mi sono reso conto che all'origine di questi errori costruttivi c'era spesso l'insipienza di muratori e geometri (per quanto io credo che le case allora le tirassero su i proprietari stessi, nelle more dei lavori agricoli). E poi c'era, ovviamente, l'avarizia, sorella gemella della povertà, che suggeriva di risparmiare sui materiali, senza pensare alla salute.
Insomma, i Romani antichi sapevano come si costruisce. Poi ce ne siamo dimenticati e abbiamo cominciato a costruire come viene viene...
Eppure in altre zone d'Italia le cose sono andate diversamente. In Liguria, per esempio (dove sono notoriamente taccagni) dalla parte in cui batte il vento proteggono da sempre le pareti dall'insulto della pioggia con un rivestimento di ardesia.
Capito, belin, come si fa?


Nessun commento:
Posta un commento