Di bar sulla
statale 10 ce n'è quanti se ne vuole. Ma nel tratto fra Santa Giuletta e
Redavalle un bar spicca fra i tanti, soprattutto per le doti umane dei suoi
gestori.
Una delle
titolari, piccoletta, carina, sardonica, prendi-per-ilculo alla grande, di cui
ovviamente non riveleremo il nome, è una protettrice delle arti e della
letteratura in particolare.
Suo amico è
lo scrittore di Pietra de' Giorgi, che si ferma a volte per un orzetto in tazza
piccola, a volte per un pranzo veloce.
"Amooree"
lo chiama la titolare, col chiaro intendo di prenderlo in giro. Ma lui, che è
uomo di mondo, non solo non si monta la testa, ma neanche sta ad ascoltarla.
Anche se dopo quell'amooree urlato con atteggiamento sfottente la sua statura
sembra alzarsi di un palmo.
Ciò che si
mangia all'ora di pranzo è ciò che gradiscono i camionisti, i muratori, gli
idraulici, gli sterratori: ovvero, primi piatti piuttosto nutrienti, in cui non
manca mai il burro o la panna o la pancetta o il peperoncino. Al romanziere di
Pietra de' Giorgi (che è vegetariano) vengono invece forniti piatti che gli
altri clienti considerano decisamente tristi: tagliatelline con i broccoletti o
minestra di legumi.
Ottimo il
vinello, che è fornito da un giovane produttore biodinamico della zona di Montù.
D'altronde
il romanziere di Pietra de' Giorgi non berrebbe un vino che non fosse
biologico. E su questo terreno è piuttosto esigente. Anche se la sua esigenza
di bere BIO non è facile soddisfarla nell'Oltrepò, dove a volte si va poco per il sottile (nota legale = a volte non significa sempre).
Che dire
d'altro? grazie alla presenza femminile (due sorelle, la madre, una valida
collaboratrice) il locale ha un che di civettuolo e i clienti che ci
stazionano, di riflesso, acquistano movenze particolarmente aggraziate.



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