Poi ci siamo reso conto che probabilmente l'Oltrepò pavese non è pronto. Altro che accogliere neozelandesi, peruviani, canadesi, polacchi, mongoli... nell'abbraccio delle sue fresche colline! Qui ci sono ponti chiusi al traffico pesante perché se no crollano e le strade sono piene di buche.
Peccato, perché il paesaggio è superbo.
Anche l'offerta turistica non è proprio proprio di serie A. I B&B cominciano adesso a spuntare qua e là fra le colline. Alberghi, pochini. Ristoranti, ce ne sono, ma non tutti offrono l'eccellenza. E poi, in che stato si trova il patrimonio edilizio collinare! una cosa da far paura, anche se qualche volenteroso restaura e abbellisce.
Insomma. "Lasciamo perdere e aspettiamo la prossima Expo". Ci siamo detto in preda allo sconforto.
Poi abbiamo avuto una intuizione. Ma se l'Oltrepò pavese non brilla, come d'altra parte non brillano molte contrade di questa nostra sfigatissima nazione, perché non IMMAGINARE che brilli?
Chi ci impedisce di imbellettarlo, vestirlo con gli abiti della festa, fargli un lifting qua e là. Insomma, migliorarlo?
Cosa siamo noi? siamo forse salumai o vignaioli? No, siamo scrittori. E dunque non spetta a noi fare del buon salame o del buon vino. A noi spetta fare sangue con le parole. Cioè stimolare la fantasia dei lettori.
Detto fatto è nato questo blog. Che, mescolando il VERO con il QUASI VERO vuole costruire il MITO dell'Oltrepò pavese, come Walter Scott ha costruito il mito degli Highlander.
ASPETTATEVI DELLE BELLE
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