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mercoledì 24 dicembre 2014

I SOGNI NATALIZI DEI MONTAGNER


Sotto Natale, la gente non lo sa, ma girano dei folletti nelle case degli umani e ispirano sogni di bontà, anche ai più coriacei. Sono sogni blindati, che nessuno ricorda il giorno dopo, ma che, come gli antibiotici, agiscono per qualche giorno, influenzando il comportamento delle persone.
Difficilmente perciò nei giorni dalla vigilia di Natale e Santo Stefano c’è qualcuno che compie porcate.
Oddio, non si sa mai, eh. Qualcosa potrebbe non funzionare. Per cui, occhio. Non abbassate del tutto la guardia.
Tuttavia in genere il delicato lavoro dei folletti va a buon fine e il rosolio delle loro paroline, che cola nei padiglioni delle orecchie, anche le più ostiche, ottiene effetti miracolosi.



Il Rasputin di Pecorara ieri notte ha sognato che regalava la sua collezione di rubli d’oro e i due candelabri sottratti a Nicola II, a povere ragazze da marito, per farsi una dote.

Il Duca dell’Oltrepò ha sognato di graziare i cinque banditi che le sue guardie hanno arrestato il giorno di Sant’Ambrogio in un bordello di Fortunago.

Il romanziere di Pietra de’ Giorgi ha sognato di scrivere senza compenso la biografia della locandiera.

La locandiera ha sognato che metteva meno burro nel risotto, per venire incontro alle paturnie salutiste del romanziere di Pietra de’ Giorgi.

La Barda ha sognato di suonare avvolta dalle ombre complici del bosco. E di suonare marcette ellenistiche per il godimento del branco dei lupi, degli gnomi, degli elfi, degli hobbit, degli orchi, senza discriminazioni di sorta (destra, sinistra, neri, bianchi, atei, ortodossi…).




Il locandiere ha sognato di fare pace con il Rasputin di Pecorara e di regalargli una intera collezione di fumetti di Cocco Bill.

L’autrice di racconti ha sognato di scrivere un romanzo rosa e di dedicarlo a Susanna Tamaro.




La maga del tè di Casteggio ha sognato di offrire i suoi tè più preziosi alla guarnigione del duca, esibendosi vestita da ninfa dei boschi.

Il santone di Calcababbio ha sognato di andare in visita dal vescovo di Romagnese, portandogli in dono una trota di fiume.

L’abate di Zavattarello ha sognato di mangiare un’insalata di cardi.

Infine, il mago di Tort ha sognato di far pace con Mago Merlino e di offrirgli la mano di sua nipote.

C’è solo un folletto che, avendo bevuto troppo sidro, si è addormentato e perciò non ha potuto ispirare buone intenzioni. 




Ecco perché il vignaiolo claudicante ha picchiato l'ubriaco del paese, che gli ha morso la mano facendogliela diventare tutta blu.


3 commenti:

  1. auguri di buon natale a tutti i miei affezionati lettori

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  2. grazie caro, ricambio di cuore (il romanziere di Pietra de' Giorgi)

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  3. mi piacciono tanto i folletti natalizi

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