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domenica 21 dicembre 2014

OGGI PARLIAMO DI VOI: il MAGO DI TORT

Il marito della locandiera aspira ad avere un posto d'onore nell'albero genealogico degli Highlander locali.



"Vanto dei meriti antichi" ha confessato al romanziere di Pietra de' Giorgi. Prima che sul trono sedesse questo straccione di Duca, io ho servito il compianto Barone Rosso, che, oltre ad essere un valente pilota, era anche un grande statista. Non sono nato locandiere io. Lo sono diventato perché l'aria della politica ha cominciato a un certo punto a farsi gelida e dunque io ho preferito tirare i remi in barca e indossare il grembiale dell'oste".

"Ma come oste lei appartiene all'eccellenza" gli avrebbe detto il romanziere di Pietra de' Giorgi, che non è certo un paraculo.



"Non faccio per vantarmi, è così. Grazie soprattutto peraltro a mia moglie, che è l'animatrice della trattoria, mentre io agisco più che altro nell'ombra. Tiro le fila senza darlo a vedere, insomma...
Tuttavia ho un rimpianto. Quello di non poter più fare politica. Questi ragazzetti di adesso mi fanno scompisciare dalle risate. Io me li mangerei tutti in un boccone, con le scarpe e le calze, stia pur certo...".

"E come la mettiamo con il Rasputin di Pecorara? quello ha una notevole influenza a corte!"

"Macchè... quel monaco è un nessuno. Non ha formazione. Non ha letto né Platone né Machiavelli, tanto per citare due grandi pensatori politici. Da giovane leggeva Cocco Bill, mi hanno detto...".

"Che peraltro era un grande populista, mi pare".

"Populista, pupulista. Ha detto la parola giusta! Sono tutti dei populisti quelli lì...".

"Senta" gli avrebbe detto allora lo scrittore di Pietra de' Giorgi. "Se lei desidera ne parlo col genealogista di Rivanazzano. Capace che riesce a trovare un bandolo per conferire al suo personaggio quella rispettabilità che lei desidera. Che ne so! magari trova che lei è imparentato col mago di TORT. Ha presente, quello che quella volta ha messo al tappeto il potente Mago Merlino?"








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