I bardi si sa cos'erano, anticamente. Suonavano l'arpa nei villaggi celtici. E recitavano versi o ballate o canzoni. Col tempo sono diventati dei musicisti itineranti e hanno cominciato ad essere perseguitati dalla polizia locale.
Nelle montagne dell'Oltrepò vive un Bardo in gonnella, che d'ora innanzi chiameremo la BARDA. Ella, come molti abitanti della collina, è itinerante, in quanto porta in giro il suo strumento e la sua musica oltre i confini dell'Oltrepò (a suo rischio e pericolo, visto il marasma che c'è in pianura). L'altra sera si è esibita a Mornico Losana, assieme a un violinista e a una violinista. Il repertorio non era celtico per niente. Ma il pubblico ha gradito lo stesso. Pubblico simpatico, alla mano. Molte donne, anche giovani. Pochissimi uomini. Qualcuno in delegazione da Pietra de' Giorgi. Dopo il concerto un buffet, questo sì abbastanza celtico, per la presenza di ottima pancetta.
Purtroppo la bella cerimonia popolare è stata funestata da un branco di lupi, che, attirati dalla pancetta, hanno circondato la chiesa e impedito alla gente di tornare a casa per la notte.
A sopresa la BARDA locale è uscita sul sagrato con la sua arpa (non celtica) e ha convinto i lupi a rientrare sul Brallo, suonando un'arietta rossiniana che ha galvanizzato il branco. Qualche fette di pancetta è servita a rendere i lupi più mansueti.
In questa maniera si è evitato di svegliare il santone di Calcababbio, che si atteggia a San Francesco e sostiene di far comunella con lupi, lebbrosi, lanzichenecchi e meretrici.


La musica è così potente che ammansisce anche i lupi
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