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mercoledì 17 dicembre 2014

I PERSONAGGI che si SONO DISTINTI: La locandiera

Tutti la conoscono, tutti l'adorano. La sua cucina è un tantino ripetitiva. Ma forse per questo è superba. A non cambiare ci si specializza e dunque a lungo andare si raggiunge la perfezione.

La Barda ama in particolare il suo vitello tonnato. Ma adesso è inverno e la locandiera ha virato sul brasato con la polenta.
Immancabili i ravioli, di magro e di carne (fatti in casa). Immancabili i PISAREI, con i fagioli borlotti.




Altrettanto apprezzati sono i suoi dolci: crostate soprattutto. Lei li fa alla vecchia maniera e dunque non sono esattamente vegani.

I vegani, i crudisti, i vegetariani non sono ben voluti nella sua Locanda e di conseguenza la locandiera ha frequenti alterchi con il romanziere di Pietra de' Giorgi, che da un po' di tempo emula il santone di Calcababbio e si astiene perciò dalla carne, dal latte, dalle uova.

Di temperamento è calda e socievole. Tranne che di prima mattina. Uno dei suoi grandi meriti è la capacità che ha di  circondarsi di validi collaboratori, sia per il servizio in sala sia per le pratiche di cucina.

Fra i clienti illustri della locanda (oltre alla Barda) si annovera l'Abate di Zavattarello, che viene spesso in incognito ad assaggiare il salamino caldo (il suo convento è rigorista e perciò la mensa conventuale passa solo verdure dell'orto e pesce di fiume).

La locanda è decisamente vintage e non si riesce a capire se questa sia una scelta o un ripiego.
In tutti i casi i frequentatori della locanda non badano all'arredo e sicuramente preferiscono una sana locanda dell'Oltrepò collinare a certi locali di tendenza che ci sono a Pavia o a Milano e che offrono da mangiare  asettici piatti minimalisti della cucina fusion.



Il cliente ideale della locanda? Non è certo questo qui sotto.....




Caso mai è quest'altro













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