chi siamo e cosa vogliamo fare

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lunedì 8 giugno 2015

ALBUM DELL'INCURIA




Affrontare un tornante in questi giorni è diventato un rischio grosso. Parliamo naturalmente della collina (la kulena, come dice la bella Tania della Ca' del fant). Perché, lungo la ex statale 10, di tornanti ovviamente non ce ne sono.





Il pericolo non viene da certi SUV che arrivano sparati e al volante magari c'è una donna (chi l'avrebbe detto? tanta veemenza testosteronica in una donna! eppure...). Il pericolo non viene neanche dagli adolescenti, che si triturano i cabbasisi su quei motorini puzzolenti. E neanche il bravo ciclista bronese, per quanto proceda a volte appaiato, chiacchierando a voce altissima, può mandarti all'ospedale (caso mai all'ospedale ci va lui).


No. Cari lettori del blog più gettonato dell'Oltrepò pavese. No. il pericolo viene... dall'erba!

Perché nessuno la taglia, questa benedetta erba che cresce sui bordi delle strade, comunali e provinciali. E l'erba assale sempre più procace i bordi delle strade e chi scende o chi sale... non vede una minchia.

Il Santone di Calcababbio che malgrado i suoi 102 anni è un uomo ingenuo, oltre che pio, pensa fra sé e sé. "Ma non dovrebbero essere i proprietari dei terreni a provvedere? Come mai l'erba in vigna non c'è e appena inizia invece il ciglio della strada l'erba impazza?".

Il grillo talpa, abituato alla discettatio legale, replica istantaneo:"No, a provvedere dovrebbe essere l'ente gestore della viabilità. Dunque la provincia o il comune".

"Ma ne siamo sicuri? E allora come mai ci sono cigli di strada che invece sono stati rasati, a tavoletta, da zelanti vignaioli o da proprietari di graziose villette in nuda pietra?".



Una risposta ce la fornisce Giulio Sensi, l'autore di un blog che vive in Toscana e che anche lui ha notato l'assurdità di campi o vigne tenute bene e di cigli delle strade che invece versano in uno stato pietoso. Risposta del proprietario dei terreni: che ci pensi la provincia!
Risposta di Sensi: questa è l'Italia.
Aggiunta del santone di Calcababbio: mi vergogno di abitare in un paese così incivile!


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