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giovedì 25 giugno 2015

DIETA MEDITERRANEA? dipende...

"Cara. Ho ripensato tutta la notte alla nostra conversazione di ieri sulla dieta Mediterranea  e sono arrivato alla conclusione che tu hai gettato con molta abilità il seme del dubbio nella mia testa (e forse anche nella testa delle centinaia di persone che seguono questo blog). Ma come fa a sopportarti tuo marito?"


"Caro Santone, mio marito non mi sopporta affatto e infatti va sempre più spesso a funghi, a tartufi, a cinghiali e passeggia nervosamente dalla mattina alla sera nelle sue tante vigne. Ma lasciamo perdere quel trucido e torniamo al nostro tema. 
Io non ho letto la ricerca di Ancel Keys , il padre della dieta Mediterranea e perciò è possibile che lui abbia detto tutt'altre cose rispetto a quelle che si leggono sui giornali. So però che la lampadina in testa a lui gli si è accesa dopo aver visto che gli abitanti di Pioppi, nel Cilento, e di Nicotera, in Calabria, godevano di ottima salute. Stiamo parlando dell'immediato dopoguerra. Essendo lui un nutrizionista (fra l'altro è l'inventore dalla famosa razione K dei soldati USA durante la seconda guerra mondiale), l'uomo ha fatto 2+2: se questi qui crepano meno di infarto, forse è perché mangiano meglio...".

"Stai dicendo che se invece avesse condotto i suoi studi a Bra (Cuneo), tanto per citare una qualsiasi località del nord, la dieta mediterranea non sarebbe mai nata?".

"Sto dicendo proprio così. O meglio. Sto dicendo che il termine dieta mediterranea è altamente ambiguo, perché inteso con la tipica malizia del marketing, cioè nebulosamente, senza i dovuti distinguo, sottintende che gli Italiani, i Greci, gli Spagnoli etc. a tavola ai tempi di Keys (cioè prima del boom) erano TUTTI dei virtuosi. Mentre noi sappiamo benissimo che non è così e per capirlo basta dare un'occhiata a uno qualsiasi dei manuali tradizionali della nostra cucina, compreso l'Artusi...".


"Ti capisco. Ma non credi di spaccare un po' troppo il capello? The people (e quello di Internet in particolare) non gradisce tutti questi distinguo. Puzzano di erudizione".

"Spaccherò il capello, ma è importante che Internet si liberi della sua nomea di cloaca culturale. Sono piuttosto i rotocalchi quelli che, bla bla bla, appiattiscono le cose. Perché troppo preoccupati di reclamizzare scarpe, borsette, reggiseni, profumi, creme per la pelle etc. etc. Quindi riservano agli argomenti seri uno spazio risicatissimo, dove i distinguo non trovano sufficientemente posto. A leggere questi giornali gli Italiani, da Saronno a Ragusa, ai "bei tempi", cioè prima che ci americanizzassimo, si nutrivano di pasta integrale, verdure bio, olio macinato a freddo, pesce dei nostri mari, vino rosso (eccola qui la dieta mediterranea). Cip cip, cip, roba da Mulino bianco


E a nessun italiano, secondo loro, è mai venuto in mente di cibarsi, per esempio di sola polenta gialla e di morire per questo di pellagra.

"Dunque?"
"Dunque, studiate ragazzi. Studiate sodo. E non accontentatevi di ciò che raccontano le gazzette. Il nostro passato culinario è molto, molto interessante. Per cominciare vi consiglio la Storia dell'alimentazione di Jean-Louis Flandrian e Massimo Montanari..."

"Ma è un tomazzo così!"

"Meglio. Vorrà dire che lo si può usare anche come arma impropria!".


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