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lunedì 8 giugno 2015

FARE RETE

Allo scrittore di Pietra de' Giorgi gli si è accesa una lampadina.
"Qui bisogna fare rete!"



"Bella pensata, molto originale" mormora il grillo parlante, che ogni tanto si reca dallo scrittore perché da lui si mangia infinitamente meglio che dal Santone di Calcababbio. 

Lo so che non è una pensata originale, bofonchia lo scrittore. Ma come la intendo io è originale parecchio.
Me l'ha fatta venir in mente l'aver incontrato casualmente in rete un personaggio interessante come Giulio Sensi. Che fra le altre cose è il direttore della rivista Volontariato oggi. Andate su Facebook e lo troverete.

A proposito di Facebook. Fare rete come l'intendo io significa scavalcare i social. I cosiddetti social sono troppo frivoli, autoreferenziali, narcisistici, futili. La gente li usa per farti vedere il pupo, il cane, la torta o per vomitare contumelie (abbasso gli emigrati, abbasso l'Expo, abbasso i ladri al governo, abbasso i ladri all'opposizione etc. etc.) o per esibirsi in reiterati selfies che però non mostrano quasi mai le parti più interessanti di ciascuno...



Robaccia che non serve a niente, che non crea quasi mai conoscenze (il creare coscienze è roba di una volta; ci vorrebbe anche oggi, ma guai a toccare il tema...).

E allora? allora facciamo rete fra quelli che condividono alcuni postulati etici, esistenziali e politici. Per esempio la necessità di essere "virtuosi" (leggi, aver senso civico), di alimentarsi in modo corretto, di denunciare il cibo spazzatura, di liberarsi dei luoghi comuni, di reinventarsi etc. etc.. Facciamo innanzitutto rete fra blog (chi mette giù un blog in genere ha qualcosa da dire). 
Segnaliamoci l'un l'altro. Facciamo conoscere ai Montagner un ragazzo interessante, anche se tosco, come Giulio Sensi e il suo blog. Usiamo la rete per aprire i nostri confini. Smettiamola di titillarci in diretta. E' ora di lasciare la stanza dei giochi. 

(Jonathan Hobin)

Ma ne riparleremo, statene sicuri...


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