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giovedì 5 febbraio 2015

OGGI PARLIAMO DI VOI: il gommista "bastardo" di Broni


Non sono io  che l'ho chiamato così. E' lui che ci tiene a questo epiteto. Probabilmente non è bastardo per niente. Anzi. Probabilmente è un pezzo di pane.
Ma fa  anche lo scrittore. E ne deduco che gli piaccia  incarnare il tipo dello scrittore maledetto .




Di romanzi ne ha scritti due. Uno l'ha pubblicato, uno no. Sta lavorando, mi ha detto ieri, a un terzo romanzo, che non so a che punto sia.
Io ho iniziato a leggere il secondo e in effetti il mondo dei suoi personaggi non è quello delle signorine per bene. Poi mi è saltato il disco fisso, ho perso il file e ora sono in attesa che me lo  procuri di nuovo. Tramite chiavetta.

Il nostro tipo non ha Internet, perché ha disdetto l'utenza telefonica. Una scelta che sto meditando anch'io di fare (sta storia del canone ormai ha fatto epoca). E perciò non vedrà questo post.
A meno che non glielo segnali qualcuno dei suoi clienti. Che sono tanti.




Cambia gomme e ripara gomme tutto il giorno. Una bella costanza. "Il mondo è una ruota che gira", ti dice lui sornione, per giustificare il fatto che faccia questo mestiere da anni.
Sarà che io sono abituato a cambiare mestiere ogni tot anni, all'americana. E dunque non capisco quelli che nascono tranviere e muoiono tranviere. Ma i tempi non favoriscono più questa circolazione professionale. O meglio, la favoriscono fin troppo, ma nel senso di farti girandolare di qua e di là da un lavoro precario all'altro.

Ieri io e lui ci siamo incantati a guardare il lato B di una ragazza bionda. Non in carne ed ossa. No. Un manifesto banalissimo. Di quelli da officina.
Evidentemente a furia di atteggiarci tutti e due a scrittori maledetti ci ha presi un raptus alla Bukowski.




"Roba conturbante"
"Roba tosta"
"Roba da non credere"
"Roba che ti fa schiattare"
"Roba fuori del comune".

Poi è entrata una cliente, una dottoressa carina e abbiamo dovuto smettere di commentare a voce alta il lato B posterizzato. Lui mi è sembrato che guardasse la cliente come poco prima guardava il manifesto. Io per solidarietà ho fatto altrettanto, dirigendo il mio sguardo verso il lato B della dottoressa. Probabilmente la lingua mi è uscita nell'angolo delle labbra, come capitava a Fantozzi.
Lei, abituata ai grulli, ci ha gelato con una  battuta. "Basta giochetti, l'intervallo è finito!"

Istantaneamente abbiamo smesso di fare i Bukowski.
Il bastardo, ritto in piedi con una gomma fra le mani (la mia gomma) faceva finta di lavorare. Io ritto in piedi con le mani in tasca, quasi quasi stavo per arrossire (alla mia età).
Una figuraccia!


(dal diario del romanziere di Pietra de' Giorgi)

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