Il sergente La Nivola è un vero militare. Sarebbe piaciuto molto a Napoleone Buonaparte, che lo avrebbe promosso generale. Di fanteria.
Mettilo a tallonare un bandito. Mettilo a sedare una rivolta. Mettilo a sculacciare un blogger troppo critico nei confronti del Duca e lui è tutto contento e si impegna fino a diventare rosso come un peperone.
Dagli invece una penna o peggio un computer e avrai fatto di lui una persona infelice.
Ecco perché la moglie del sergente La Nivola è così arrabbiata con lui. Trattasi di una ex prostituta, che il sergente ha raccattato da sotto i tavoli di una bettola quando lei aveva si e no 15 anni, impalmandola con tutti gli onori militari. Questa ex escort di basso profilo è una brava donna. Ma si demoralizza se un uomo non la insidia. Se non la tallona fra i fornelli come farebbe un gallo con la gallina. Se non le solleva la gonna mentre infila i panni sporchi nella lavatrice e non la prende, come Carlo Monni prende Alida Valli in "Berlinguer ti voglio bene".
Il fatto è che al sergente La Nivola in questo momento non gli passa per la testa di prendere da tergo nessuna pulzella, a meno che non sia un hacker o un blogger. Tanto odia il computer, lo smartphone e tutto il lavoro di intelligence che sta conducendo per il maggiore Calvi-Vercesi. Per cui l'atmosfera che si respira in casa La Nivola - Perrucchetti è tosta come un arrosto bruciato e densa come la nebbia che circonda Pavia e che si disperde una volta passato il Po.
Ma sbirciamo un po' fra i suoi appunti e cerchiamo di capire di che cosa si occupa esattamente in questo momento il sergente La Nivola.
Addì 18 febbraio. Oggi ho visitato un nuovo sito, che non mi risulta paghi al Duca la tassa per le attività on-line. Si chiama OltrepEAT. E se non vado errato questa sigla è la somma di Oltrepò e dell'odioso anglismo to eat, che vuol dire mangiare. Insomma riecheggia EATALY (altri cibi), che è stato fondato a Milano dallo Sforza in vista dell'Expo.Graficamente si presenta molto bene. I temi che affronta vanno dal Trekking, alla Bicicletta, all'Enoturismo. Sembra che la sua mission sia quella di far scoprire l'Oltrepò ai forestieri. Infatti ti da la mappa di agriturismi, B&B, case vacanze, hotel, chiese, oratori, castelli, musei etc. Purtroppo ad ogni clic appare una fastidiosa finestra con un perentorio MI PIACE: diventa anche tu un fan di OltrepEAT. Che dire... dal mio punto di vista di poliziotto, sembra un sito innocuo. Non fa critica sociale, non smaschera gli imbrogli, non parla di nefandezze, storture, meschinerie. Insomma, niente cronaca né nera, né altro che possa mettere in cattiva luce il Duca. Una bella vetrina, non c'è che dire. Tanto marketing e informazione turistica della specie più edulcorata (non riporta pareri, recensioni, stroncature...) . Al Duca potrebbe piacere. Lo segnalerò fra gli innocui.
Molto divertente l'idea che ha avuto Paviatourism (che ha cinquantamila patrocini) di suggerire 13 itinerari a tema, fra cui la via delle mondine, la via francigena, il giro dell'oltrepò, per vigne e castelli etc.Addì 19 febbraio. Oggi, dopo la focaccia e il cappuccino che ho consumato dalla locandiera, ho proseguito la mia ricognizione sui siti potenzialmente pericolosi dell'Oltrepò pavese. Per il momento ho deciso di bipassare i siti aziendali dei vignaioli. E mi sono concentrato sui siti turistici, come VISITPAVIA e PAVIATOURISM, che in teoria sono siti ufficiali e semiufficiali del Ducato, ma che, mi dicono, sono stati appaltati a un convento domenicano e a un monastero benedettino e perciò non sempre seguono la retta via.
Anche Paviatourism è un sito definibile come promozionale, nel senso che"vende" la regione pavese al turista. Di buono c'è che offre una certa mole molto ben organizzata di informazioni, in cui spicca il fatto che le attività commerciali hanno una parte di rilievo (utile per il PIL). I cenni storici sono invece ridotti al minimo, come si conviene in una moderna guida turistica per viaggiatori frettolosi e neghittosi. Tuttavia manca un cenno qualsivoglia al DUCA. Che ci sia sotto la longa mano di Frate Savonarola?
VISITPAVIA è ufficiale che di più non si può, perché appartiene alla provincia. Anche questo sito propone sostanzialmente itinerari tematici. Ma da anche qualche informazione extra, come le iniziative assunte in vista dell'Expo. Certo, pur essendo un sito istituzionale, anche questo sito vuole "vendere" e dunque non si sbilancia, non fa mai nessun accenno a ciò che non va, come per esempio il fatto che l'aria che si respira a Pavia a quanto dicono è alquanto mefitica. Insomma, l'informazione qui si sottomette all'arte pubblicitaria del magnificare. Lo segnalerò al maggiore Calvi-Vercesi come un sito innocuo, suggerendo però che esponga in bella vista il ritratto del DUCA e magari quel bel racconto che è stato scritto in suo onore e che si intitola "Sono tornati i Titani".




Grazie messere per aver parlato di paviatourism. Non riusciamo a capire chi è il duca per poterle dare una risposta corretta. Ma provi a leggere l'articolo su Pavia 7 di questa settimana, almeno si fugherà ogni dubbio sulla lunga mano del Savonarola. Noi commercializziamo Paviacard, marchio registrato prodotto con forze e risorse economiche uniche e proprie. Se non trova l'articolo scriva una mail all'indirizzo presidente@tdupavia.com. Le inviamo noi la scansione. Buon lavoro.
RispondiEliminaapprezzo il fatto che abbia colto lo spirito del blog e l'impianto di fantasia fai da te che lo regge (un duca a PV infatti non è mai esistito, se non al tempo dei Longobardi). Nel post si voleva solo evidenziare l'eccesso di marketing di molti blog "ufficiali". Paviatourism offre però anche un servizio.
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