chi siamo e cosa vogliamo fare

Non siamo un ente, non siamo un'associazione di categoria, non siamo una testata giornalistica. Siamo free lance della parola che pubblichiamo senza una cadenza periodica. Vogliamo parlare di questa bellissima contrada, non per fare promozione turistica, ma per contribuire a migliorare le cose. Daremo qualche informazione, ma soprattutto pubblicheremo commenti e considerazioni. Il tutto in forma di "storie". Per alleggerire il discorso e distinguerci dai pomposi e autocelebrativi siti ufficiali. Le immagini inserite o sono nostre o sono tratte da Internet e pertanto si possono considerare di dominio pubblico.


giovedì 26 febbraio 2015

SPERIAMO che non diventi un'altra OCCASIONE PERDUTA!



L'albergo diffuso non è un'invenzione del locandiere. Ricordate il suo concione su come rilanciare l'Oltrepò pavese? quello che fece esclamare ai redattori del blog: accidenti, ciabbiamo di fronte un Renzo Piano? Ebbene, il locandiere non solo non aveva inventato nulla di sana pianta, ma aveva fatto riferimento a una realtà viva e vitale, che  trova applicazione in altre regioni d'Italia: Friuli, Marche, Abruzzo...



Lo stupore dei redattori del blog nasceva probabilmente da due fatti:

1) l'idea che certe idee quasi avveniristiche potessero essere espresse da un semplice, per quanto intelligente, locandiere di provincia.
2) l'idea di introdurre una tale "virtuosa" forma di accoglienza in una landa bella, non c'è che dire, anzi, più che bella, superba. Ma ciononostante decisamente retrò come l'Oltrepò pavese.

E infatti...  l'idea  a un certo punto ha fatto capolino anche qui,  come racconta una ricerca commissionata dalla Coldiretti di Pavia (purtroppo senza intestazione e senza data).  Ma successivamente è abortita ed è sparita nel nulla.

Peccato, perché il  progetto (denominato Rete di Offerta Turistica Integrata) prevedeva di recuperare i cascinali e i rustici in stato di abbandono dell'Oltrepò e di riqualificarli in vista di una accoglienza "rurale" (Bed & Breakfast), cogliendo in questo modo due piccioni con una fava:

1) potenziare le strutture d'accoglienza,  un tantino carenti nel territorio
2) evitare interventi invasivi e sfregi al paesaggio.



Il progetto originario prevedeva una sorta di regia unica. E dunque era ambizioso, molto ambizioso. Forse è per questo che non se n'è fatto niente.

Ma come spesso succede, dal seme, finito nel letame, qualcosa è vegetato lo stesso.
I cascinali e i rustici, nella loro globalità sono rimasti a marcire sotto la pioggia. Ma qualcuno, a titolo individuale e privato, s'è mosso e seppur su scala minore ha trasformato vecchi edifici rurali in B&B.
A Pietra de' Giorgi ce n'è uno. A Redavalle un altro. Sicuramente ce ne sono di più, basterebbe andare a vedere  su che base nascono i B&B e gli Agroturismi censiti nel territorio.

La cosa importante è però che queste iniziative non vengano mollate a se stesse.
Se non si migliora lo stato delle strade, se non si inventa una segnaletica turistica adeguata, se non si rimette ordine nel paesaggio agrario, che è curato finché si tratta di vigna, ma  fai un passo oltre la vigna e comincia il disordine: erbacce, detriti, discariche etc etc. non c'è speranza. L'Oltrepò resterà una sorta di piccolo paradiso terrestre, molto amato dagli uccelli, ma snobbato dal turismo.









Nessun commento:

Posta un commento