Un solo giorno di pioggia e sono venute subito a galla le magagne (dei privati e dell'amministrazione pubblica):
1) l'acqua anziché defluire ai lati tracima invadendo la sede stradale.
2) masse di terreno fangoso smottano dai campi privi di barriere di contenimento, naturali o artificiali e ostruiscono le strade.
Viene da sorridere a pensare ciò che si è letto in questi giorni sui giornali a proposito del convegno che si è tenuto a Milano alla Bocconi:Oltre l'expo. Alleanze per nutrire il pianeta, organizzato dall'Associazione per l'agricoltura biodinamica.
Un consesso di virtuosi e una rassegna di pratiche virtuose. Interessanti, certo, come l'idea di prevenire le frane coltivando piante che mantengano la vitalità del terreno, come trifoglio e fagioli.
Ma nettamente in controtendenza rispetto alla realtà.
Per fortuna al convegno c'era anche la Coldiretti, che è attivissima nella difesa non solo del made in Italy ma anche di una agricoltura corretta. Una Coldiretti alleata del biodinamico è già di per sé una speranza.
In questo punto il terreno era già franato pochi anni fa. Sono arrivate le ruspe e hanno prelevato il fango. Evidentemente non si è poi fatto nulla per evitare che il problema si ripresentasse. Chi avrebbe dovuto fare ciò che non si è fatto? Chi ha pagato i costi, allora, del movimento terra? E' stata comminata qualche multa? Qualcuno ci ha fatto una brutta figura?
Il grillo parlante tace. Il topino 2.0 smanetta al computer. Il Santone di Calcababbio è in meditazione. Il romanziere di Pietra de' Giorgi russa. La Locandiera cucina. Il locandiere chiacchiera con un cliente. Il Duca manipola una delle sue escort transilvane. Il Rasputin di Pecorara sta avvelenando il pozzo di un suo vicino. La Barda si esercita all'arpa. Sono le 15, piove e tutto va bene...
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