Ci scusiamo per la brutta foto. E' stata scattata scendendo in macchina verso Calcababbio. Guidava il Santone, che è un foglio rosa, perché sta prendendo la patente, a 102 anni suonati (il motivo? si è innamorato di una giornalaia di Montebello).
"Ossignur, è quella cos'è?"
Ha esclamato in preda al panico, il Santone, vedendo una macchina parcheggiata proprio davanti all'ingresso del Cimitero di P. de' G.
E per giunta messa un po' di traverso, quasi a voler ingombrare appositamente la carreggiata.
"Tranquillo, Santone! gli ho detto io. E' solo uno dei tanti che parcheggiano proprio sull'uscio del cimitero. Capita tutti i giorni, a tutte le ore. Un giorno ci scappa lo scontro frontale fra quelli che scendono e quelli che salgano".
"Ma se c'è un comodissimo parcheggio a neanche dieci passi dall'ingresso principale!"
"Peggio, Santone. In quel parcheggio c'è anche un ingresso secondario, ultracomodo, per il cimitero, attrezzato con tanto di passerella per le carrozzelle".
"Allora come si giustifica tanta stupidità?".
"Non è stupidità, Santone. E' autolesionismo. Parcheggiando proprio davanti al cimitero si rischia di 1) essere falciati da una macchina 2) di essere tamponati 3) di non smaltire il glucosio in eccesso (brioche, cappuccino, crostata di mele, pane bianco, pasta non integrale etc. etc.) e quindi di accumulare grasso in eccesso. Perché il glucosio in eccesso viene convertito dall'insulina in trigliceridi e i trigliceridi si depositano attorno alle viscere, dove non li scacci neanche con le bombe, a meno di non fare un bel po' di esercizio fisico quotidiano, come quelle due graziose donne, una madre e sua figlia, che tutti i giorni fanno Pietra-Regondè andata e ritorno...".
| (da tergo è ancora più evidente l'ingombro della carreggiata: siamo in prossimità di una curva) |
"Ah, adesso capisco perché si vedono tante belle pance da queste parti. Credevo fosse una questione razziale...".
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