Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".
Il Santone di Calcababbio è un ateo razionalista. Ma ha una grande stima di Gesù e questa volta ritiene importante urlare ai 4 venti questa frase del Vangelo.
Questa mattina alle ore 6,00 ha aperto Facebook e ha avuto una reazione di fastidio paragonabile alla puntura di una vespa. Non è da lui prendere cappello. Ma questa volta, forse per colpa anche del caldo, non ce l'ha fatta a stare zitto. E così ha istantaneamente telefonato alla redazione del blog I Montagner, pregandoli di mettere in rete le sue esternazioni.
Che palle! Tutti sotto a lamentarsi e a sparlare. Quelli di cultura fascio se la prendono con il negro, l'emigrato, il rifugiato. Quelli di cultura pentastellata se la prendono con la troika, l'Expo e chi più ne ha più ne metta. Adesso sono scesi in campo i fautori di Tsipras e non manca addirittura chi sciorina sciovinistiche sentenze antitedesche di un certo Sgarbi. I conati e i vagiti protestatari, alla fin fin tutti uguali nella loro tediosa vacuità, riempiono di un assordante rumore la rete.
La moglie del vignaiolo claudicante questa volta non è d'accordo con il Santone.
"Ognuno ha diritto a pensarla come gli garba. Siamo in democrazia".
"No, qui la democrazia non c'entra. Qui si tratta di gente che vede solo la pagliuzza nell'occhio degli altri. Dev'essere la sindrome di Cetto La Qualunque. Chissà perché Facebook incoraggia così tanto il qualunquismo".
"Nessuno ha ancora capito che è prioritario far prima pulizia in casa propria. Ammettere i propri torti. Fare ammenda delle proprie colpe. Solo DOPO, con la coscienza tranquilla di chi ha fatto ciò che andava fatto, il "giusto" potrà criticare e condannare tutte le troike di questo mondo. Ma anche nella critica e nella condanna occorre essere misurati, critici, documentati ed evitare atteggiamenti viscerali e esagitati. Soprattutto occorre evitare di sparare cazzate.
E invece, guarda cosa siamo costretti a sentire.
E invece, guarda cosa siamo costretti a sentire.
Ma come! l'Italiano, che è cittadino di un paese pieno di ladroni, ha il coraggio di prendersela con l'austerity che ci impone la troika? Forse sarebbe meglio darsi da fare - prima - per attuare una seria repressione del mal costume in tutte le sue variegate forme. Sarebbe un segno importante di ravvedimento operoso e un modo per cominciare a far quadrare i conti, evitando che a pagare i debiti siano i soliti "pirla" (cioè noi).
E' un caso se l'Italiano, che vive in un paese in cui l'evasione fiscale mangia il 30% del prodotto interno lordo e in cui, nei confronti degli evasori, vige un regime di benevola tolleranza, prova simpatia per quel capo popolo di Tsipras, che sta cercando di salvare con un bluff una nazione che "ha scelto" per troppo tempo di vivere al di sopra delle proprie possibilità? Forse qualcuno l'ha scambiato per un Robin Hood in lotta con il perfido sceriffo di Nottingham.
E poi cosa mi significa questa ventata anti-germanica che ricorda, ahimè, lugubri schematismi del passato, che purtroppo hanno già avuto fin troppo facile presa sugli animi degli Italiani (le radiose giornate di maggio). Su Facebook c'è persino chi ha paragonato la Merkel a Hitler... Per quanto sia criticabile una certa ottusità tedesca, se non si vuole scivolare nella sguaiatezza i distinguo restano sempre d'obbligo.
Ultima cosa, per finire questo elenco delle aberrazioni e degli isterismi nostrane. Ma come, l'Italiano, che vive in un paese in cui, dal nord al sud, si sfrutta schiavisticamente la mano d'opera straniera ha la faccia tosta di inneggiare all'espulsione degli emigranti?
E' un caso se l'Italiano, che vive in un paese in cui l'evasione fiscale mangia il 30% del prodotto interno lordo e in cui, nei confronti degli evasori, vige un regime di benevola tolleranza, prova simpatia per quel capo popolo di Tsipras, che sta cercando di salvare con un bluff una nazione che "ha scelto" per troppo tempo di vivere al di sopra delle proprie possibilità? Forse qualcuno l'ha scambiato per un Robin Hood in lotta con il perfido sceriffo di Nottingham.
E poi cosa mi significa questa ventata anti-germanica che ricorda, ahimè, lugubri schematismi del passato, che purtroppo hanno già avuto fin troppo facile presa sugli animi degli Italiani (le radiose giornate di maggio). Su Facebook c'è persino chi ha paragonato la Merkel a Hitler... Per quanto sia criticabile una certa ottusità tedesca, se non si vuole scivolare nella sguaiatezza i distinguo restano sempre d'obbligo.
Ultima cosa, per finire questo elenco delle aberrazioni e degli isterismi nostrane. Ma come, l'Italiano, che vive in un paese in cui, dal nord al sud, si sfrutta schiavisticamente la mano d'opera straniera ha la faccia tosta di inneggiare all'espulsione degli emigranti?
No. Non ci siamo mica. Destra e sinistra affratellati dal pressapochismo cazzuto. Qui ci vorrebbe un bel rito di purificazione collettiva, in costume da bagno o senza, in ogni pozza d'acqua, in ogni roggia, in ogni laghetto, in ogni torrentello del nostro Bel Paese. Qui ci vorrebbe un tipino come Savonarola! che ci insegnasse l'umiltà e l'onestà intellettuale.




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