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mercoledì 8 luglio 2015

FANGHI di depurazione o SOVESCIO?




In  un precedente post abbiamo parlato dei fanghi di depurazione  e di come quest'idea di utilizzare le acque di scarico civili e industriali (opportunamente trattate) per concimare il terreno agricolo (nella fattispecie quello della Lomellina) ci sembrasse inquietante. 
Chi compera un pomodoro o dell'insalata al supermercato mica sa se quell'insalata e quel pomodoro sono cresciuti in un brodo di cultura di poco nobile origine come quello dei fanghi (essicati). Solo se compera BIO può essere ragionevolmente sicuro di non mangiare roba concimata da tale "schifezza". 


Tuttavia la domanda: i fanghi faranno male o no? era rimasta in un certo senso in sospeso.

Arriva ora una inchiesta della CGIL Lombardia che cerca di fare un po' di chiarezza nella questione e che prende le mosse dal convegno che si è tenuto a Mortara a giugno per iniziativa dell'Associazione Futuro sostenibile e all'insegna dello slogan "La Lomellina non è un rifiuto".

1) i cosiddetti fanghi sono il residuo, secco (= disidratato) del materiale accumulato dagli impianti di depurazione, ovverosia i liquami convogliati dalle fogne. Da un certo punto di vista è un bene che ci siano i fanghi. Diversamente i liquami finirebbero, come una volta, direttamente nei fiumi e nei mari.


2) questo materiale può essere eliminato (incineritore e/o discarica) o reimpiegato, fra le altre cose come fertilizzante in agricoltura. 
3) naturalmente per poter essere versati sui suoli agricoli tali fanghi devono possedere determinati requisiti, che l'Unione europea ha identificato già dal lontano 1986.
4) in sede locale a garantire che tutto avvenga a norma dovrebbe essere l'ARPA, cioè l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
5) purtroppo l'Arpa, per svariati motivi, questi controlli riesce a farli solo in misura molto limitata e per il resto "si fida" dell'idoneità certificata dai produttori di tali fertilizzanti.

Domanda: a vostro parere, stando così le cose, noi che mangiamo insalata che può anche provenire da un campo fertilizzato dai fanghi, possiamo stare tranquilli?

Il parere del comitato di Pietra de' Giorgi, ovverosia di un pool di "pensatori" (il Santone di Calcababbio, il romanziere di Pietra, la moglie del Vignaiolo claudicante, il Locandiere, la Barda, l'Autrice di racconti) è che non si capisce perché si sia fatto un tale can can sugli OGM e invece non si parli, se non a livello locale, dei fanghi di depurazione. 

Vogliamo prodotti Fanghi free è stato lo slogan coniato dal gruppo. Il quale ha convenuto che il problema degli scarichi, civili e industriali, in nazioni come le nostre, fortemente popolate e industrializzate, costituisce senza dubbio un grosso problema. Ma l'emergenza rifiuti non deve diventare un alibi per giustificare certe forme di reimpiego, che non danno garanzie sufficienti di non essere dannose.



"Non basta" è stato il parere del Santone di Calcababbio. "Non basta appurare che non facciano male. Qui si tratta di appurare se fanno invece BENE. Bene alla Salute, bene all'Ambiente, bene alla Terra. Visto che è possibile coltivare Bio, io mi chiedo perché sia consentito ricorrere invece a queste forme di agricoltura. Esiste dalla notte dei tempi un modo naturale per fertilizzare il terreno e si chiama Sovescio. Non so quando i Montagner abbiano smesso di praticarlo. So per certo però che qualcuno, per esempio l'azienda vitivinicolo Perego & Perego di Rovescala, è tornata al Sovescio. Dunque, a che pro prendere la scorciatoia dei fanghi?".

Bella domanda!




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