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sabato 14 marzo 2015

LA GRANDE BELLEZZA: i pozzi dimenticati




La moglie del vignaiolo claudicante è una sentimentale e una romantica. Suona il pianoforte, legge Proust, ama i paesaggi naturali.

Ma dove l'ha "comperata" una donna così, il vignaiolo claudicante?

Beh, neanche tanto lontano. Non nell'Oltrepò, certo, perché il vignaiolo è troppo benestante per sposare una donna delle sue parti. Un appezzamento di 101 pertiche,  un appezzamento di 235 pertiche, due rispettivamente di 411e di 195 pertiche, più altri poderi minori.  Un bel patrimonio agricolo, non c'è che dire.

Ma questa sorta di Mastro don Gesualdo della viticoltura cosa c'entra con una moglie svenevole, raffinata, cagionevole di salute, incline alle crisi mistiche e per giunta nata e cresciuta in un convento di suore della Lomellina?

Questione di stile. Dice il vignaiolo a se stesso, quando non ne può più della moglie che ha "comperato" in Lomellina e vorrebbe tanto aver sposato una robusta fattrice di Varzi, dai fianchi larghi, le tette prorompenti, la risata sempre pronta. In altre parole: se non vuoi sfigurare in società, ti tocca sopportare una moglie che, più che una donna, è un ectoplasma.

Okappa. Ma il pozzo in tutto questo cosa c'entra? perché la redazione del blog ha messo in testata la foto di un vecchio pozzo abbandonato, che presumibilmente si trova a Torricella?

Il pozzo c'entra, il pozzo c'entra. Perché la moglie del vignaiolo claudicante e benestante, girando per la campagna a far mazzi di fiorellini (la primavera è in procinto di sbocciare), s'è imbattuta più volte in questi vecchi pozzi abbandonati (chissà perché li hanno abbandonati?) e ha avuto una geniale idea: facciamo la festa dei pozzi!




Riepilogata in poche parole l'idea della sora Michela sarebbe questa.

"I pozzi sono stati abbandonati per qualche ragione che io ignoro, anche se Internet mi ha suggerito qualche dritta. La gente di oggi, che per le colline ci passa in macchina o in trattore, cosa vuoi che li noti questi poveri pozzi abbandonati! E però magari c'è dell'acqua che zampilla, là dentro. Magari c'è vita. L'acqua è destinata a scarseggiare nel futuro prossimo. Dunque un pozzo oggi rappresenta più di un reperto archeologico da ignorare: non ti curar di me, ma guarda e passa... Un pozzo oggi è speranza. Un pozzo è salvezza.

E allora perché non organizzare una festa dei pozzi, da celebrare in primavera? Orniamo di fiori i nostri vecchi pozzi e poi sediamoci tutti intorno a chiacchierare, ridere, scherzare e banchettare...

Una volta la natura veniva adorata come se fosse una dea. Oggi, povera natura, di dea non ha più niente. Piuttosto, incattivita com'è, sta diventando una matrigna. Dunque non si tratta più di propiziarsela, come si faceva illo tempore. Si tratta di proteggerla, di coccolarla. Si tratta di non dimenticarsi che esiste. Si tratta di ricordarsi che anche lei, come tutti, vuole ricevere la sua parte di attenzione..."


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