(seguito della precedente puntata)
Le ossa spolpate di Mnemosine furono rinvenute da Oceano mentre il Titano seguiva le tracce di Febe, che da qualche giorno non si faceva viva nel rudimentale villaggio di capanne che i Titani avevano costruito sul monte Othrys.
Al vecchio Titano Mnemosine era pressoché indifferente. Ma il vecchio Titano intuiva che quella morte violenta della bella Titanide non poteva essere ignorata.
"Vuoi vedere che qualcuno di noi ha fatto il salto di qualità? Ma poi, non bastava eliminarla, Mnemosine? Perché spolparla, perché ridurla a un mucchietto di ossa sbiancate nella candeggina? Che turpitudine, che infamia. Chiunque sia stato, questo è cannibalismo...".
Quando TEIA prende la parola, ogni brusio tace e l'assemblea dei Titani si fa attenta.
"Titani. Io so chi è stato. Io l'ho visto. Ciò nonostante io non vi farò adesso il suo nome, perché chiunque sia stato, il fatto di saperlo non fa ormai nessuna differenza.
Vi invito a guardare ad occidente. Lo vedete quel fumo che si leva all'orizzonte? No. Non è un incendio boschivo. E' qualcosa di più. E' qualcosa di peggio. Sono le truppe al servizio di Zeus che stanno forgiando le loro armi per rivolgerle contro di noi e sostituire i Titani nel governo del mondo".
L'Olimpo è alle porte. Il monte Othrys diventerà ben presto una stalla a cielo aperto per le capre...".


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