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martedì 13 ottobre 2015

RIFIUTI TOSSICI




La discarica abusiva di Pietra de' Giorgi (in provincia di Pavia) è stata finalmente ripulita... E anche il rigurgitante cassonetto della plastica è stato svuotato! 

Tutto per il meglio, dunque? si chiede la redazione del blog tirando un sospiro di sollievo (parlare di monnezza  nuoce alla reputazione di un blog conosciuto soprattutto per le sue campagne di moralizzazione dei costumi). 

"Dipende...". Afferma con sicumera il Santone di Calcababbio. "Ho infatti sentito dire che il romanziere di Pietra de' Giorgi sta penando come un dannato solo perché vorrebbe smaltire una quarantina di vecchie latte di vernice e nessuno se ne vuol fare carico!".

"Quaranta latte di vernice? ma come fa ad avere di 40 latte di vernice?".
"Non sono sue. Sono di una conoscente che sta svuotando la cantina. E' roba accumulata nel tempo. Vecchi smalti sintetici. Roba giudicata tossica. Rifiuti speciali, insomma".


"Ma non mi dire. E la Broni Stradella S.p.a non le accetta?".  

"Manco per sogno. Non solo. Non ti sanno neanche dire a chi rivolgerti. Il romanziere di Pietra de' Giorgi ha dovuto telefonare a negozianti, imbianchini, carrozzieri. Alla fine ha scoperto che la IREN Ambiente di Piacenza ha un servizio di ritiro a domicilio delle vernici. Che però comporta un costo. E richiede tutta una procedura (elencare per iscritto di quali vernici si tratti etc. etc.)".

"Stai dicendo che quando io vernicio una porta con dello smalto mi sto mettendo in casa una sostanza tossica?".

"Parrebbe proprio di sì...!".

"Ma allora scusa, come la smaltisce la lattina il tipo che, dopo averla comperato (invento) da Leroy Merlin e dopo aver verniciato la porta, se ne vuole disfare?"

"Se nel suo comune non esiste un'isola ecologica, (che è diversa dalla discarica, dove ci finisce un po' di tutto, senza selezione preventiva) è prassi gettare la lattina di vernice nel cassonetto normale, anche se non si dovrebbe fare. Qualcuno è arrivato a suggerire a questo proposito dei metodi casalinghi per ridurre il danno".

"Ah, è così! non solo sto usando in casa mia, dove vivo, mangio, dormo, un prodotto giudicato tossico (il che è per lo meno criminale, intendo dire produrlo e venderlo). Ma ad onta del fatto che sia tossico, la prassi è che se si tratta di poche lattine il privato riesce impunemente a smaltirle come se fosse una  rumenta qualsiasi. Mentre se sono tante lattine l'artigiano deve affrontare la trafila dei rifiuti speciali. E se la lattina killer, domani, la buttassero nel cassonetto 40 privati diversi di questa zona...? Non arriveremmo egualmente alle TANTE lattine che fanno scattare l'obbligo di smaltirle in circuiti speciali, perché considerate tossiche, ovverosia dannose per l'ambiente e la salute?".

"Proprio così! Hai colto la contraddizione".

"Ma allora il romanziere di Pietra de' Giorgi perché non si fa furbo, alla maniera italiota, e distribuisce le sue 40 lattine fra una ventina di cassonetti diversi, 2 lattine a cassonetto?".



P.S. i termini impiegati in questo post sono approssimativi. Per la dicitura corretta e per l'individuazione aggiornata delle varie categorie di rifiuti occorre consultare il sito del ministero dell'ambiente.


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