Dopo il pronunciamento di questi giorni dell'OMS contro le carni lavorate (salumi, wurstell etc) e le carni rosse, riproponiamo un nostro post di qualche mese fa sul tema del SALAME.
Non per aggiungere la nostra modestissima opinione a quella di un organismo così autorevole. Va da sé.
Ma per attirare l'attenzione sui meccanismi reconditi che ci guidano nelle scelte, in primis quelle alimentari.
Se, per fare un esempio, nell'Oltrepò (ma non soltanto) un editto governativo proibisse l'uso del SALAME, credo che scoppierebbe una rivoluzione. A tal punto è caro alla nostra gente questo feticcio alimentare (il solito maligno ha insinuato che tale successo potrebbe dipendere dalle fattezze priapesche del suddetto alimento).
Ma allarghiamo il discorso.
E' noto che le farine bianche non fanno bene al nostro organismo. Per cui tutti i nutrizionisti consigliano le farine integrali.
Ci sono poi sempre più persone che risultano intolleranti al glutine. Per loro, dunque, niente più farine di grano.
Provate però a dire: ma scusate, che bisogno c'è di mangiare tutte queste farine. Non potremmo ridurre il consumo della pasta del pane della pizza?
Dio ci scampi! In questo caso non scoppierebbe una rivoluzione. Ma sicuramente avverrebbe un linciaggio, sulla pubblica via, dell'incauto profanatore.
Ma profanatore de che? Delle tradizioni, per caso?
Ma via, dove c'è scritto che le nostre tradizioni oltrepadane consigliano di abbuffarsi di pizza e di pane bianco che più bianco non si può, nonché di tutto quell'altro cibo spazzatura che è così di moda oggi anche dalle nostre parti (hamburger, patatine fritte, merendine...)?
E allora?
Allora bisogna andare più a fondo e affidare a qualche esperto l'incarico di scavare nell'inconscio collettivo dei Montagner per scoprire le radici nascoste di questa acritica e irrazionale predilezione per i cibi che fanno male.



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