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sabato 17 ottobre 2015

ANALISI MEDICHE: qualcuno ci prende in giro

Di questi tempi si fa un grande parlare di analisi, per via della manovra che dovrebbe alleggerire i costi della Sanità.
Ma al di là di questa questione, che è sostanzialmente economica, c'è un aspetto occulto assai più inquietante nelle analisi che il medico di famiglia prescrive con la cosiddetta impegnativa e che le ASL "passano" in regime di esenzione parziale o totale.

Un esempio concreto servirà a chiarire quello che vogliamo dire.

Analisi del COLESTEROLO. Un'analisi di routine per molte persone, o perché anziane, o perché con una predisposizione familiare al colesterolo alto o perché cardiopatiche.
Fate la prova. Chiedete al vostro medico di famiglia di prescriverle e poi leggete l'impegnativa. Troverete scritto sicuramente Colesterolo Totale, Colesterolo HDL, Trigliceridi.



"Dottore, e il colesterolo LDL, quello cattivo, quello che conta?".
"Non c'è bisogno di prescriverlo. Lo ricaviamo dopo con la formula di Friedewald: colesterolo Totale - (colesterolo HDL + Trigliceridi diviso 5)".

Naturalmente l'esempio che abbiamo fatto è virtuale. Con tutta probabilità il paziente non chiederà proprio niente al medico e se ne andrà con la sua impegnativa, contento perché se l'è cavata a buon mercato con un'attesa di soli 45 minuti. Il giorno dopo andrà a fare le analisi e con il referto in mano tornerà dal medico di famiglia, che gli dirà quello che gli dovrà dire.

Bene. 
Supponiamo ora che il nostro paziente abbia avuto tempo fa un infarto. Sta prendendo ovviamente le statine e controlla periodicamente il colesterolo, allo scopo soprattutto di titolare (aggiustare) il dosaggio di questo farmaco salvavita.
Nel suo caso (cardiopatia coronarica accertata) le linee guida fino a poco tempo fa dicevano che il colesterolo LDL, quello che "conta", quello cattivo, è bene che sia inferiore a 100 mg/dL. Ora la soglia è stata abbassata e il consiglio è di tenerlo, per i soggetti a rischio, sotto i 70 mg/dL.

Il nostro paziente immaginario è tutto contento, perché ha il Colesterolo Totale che è inferiore a 160 mg/dL e il colesterolo LDL, calcolato con l'equazione di Friedwald, che si aggira intorno ai 70/80 mg/dL. Perciò arriva addirittura a suggerire al medico di abbassargli le Atorvastatine, che, si sa, hanno delle controindicazioni (e Internet su questo batte la grancassa). Il medico acconsente e il farmaco salvavita viene titolato al ribasso.


Già...
Peccato però che il calcolo indiretto del colesterolo LDL (cioè il calcolo matematico) sia risaputo da tempo che è alquanto approssimativo. Il laboratorio stesso da cui si reca il nostro paziente immaginario mette le mani avanti e precisa che il calcolo matematico, cioè quello di Friedwald, è valido solo se il valore dei Trigliceridi è inferiore a 400 mg/dL. Diversamente il risultato è poco attendibile.

Già. 
Peccato che il colesterolo LDL del nostro paziente calcolato con il metodo matematico ammonti a 75 mg/dL (ultimo dosaggio compiuto). Mentre ammonta a 105 mg/dL con il metodo diretto, che il medico non gli ha prescritto (eppure le ASL lo passano) e che il nostro paziente ha voluto fare di sua iniziativa, dopo aver letto un articolo su Repubblica salute del 16 ottobre 2015, che mette in guardia nei confronti del metodo indiretto.

Uno screzio non proprio ininfluente, va da sé. Ma soprattutto una differenza che potrebbe porre il nostro paziente in una situazione di "rischio" recidiva.









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