Sulla Repubblica di oggi si legge: Il segreto della creatività che abbiamo dimenticato. L'articolo è di Salvatore Settis e sostanzialmente riporta il grido d'allarme lanciato dal Nobel per l'economia Edmund Phelps: gli europei hanno smesso di essere creativi e per questo in Europa le cose vanno male.
Noi del blog non sappiamo se questa affermazione sia del tutto vera. Pensando agli Italiani occorre dire che la creatività spesso non gli manca. Soprattutto nel lavoro. Insomma, siamo rimasti, per fortuna, quelli di sempre: magari degli improvvisatori, ma degli improvvisatori di genio.
Detto questo, c'è lo stesso del vero nell'affermazione di Phelps e lo possiamo verificare ogni giorno semplicemente restando nel piccolo orticello del km. ZERO. Cioè senza varcare le porte del nostro paese.
Come mai gli Italiani, individualmente, sono così bravi a inventarsi una attività per sbarcare il lunario e invece, quando si tratta di gestione della cosa pubblica scivolano così miseramente sulla prima buccia di banana, rivelando una piattezza convenzionale da brivido?
Guardiamoci intorno. C'è per caso una qualche iniziativa pubblica nella nostra porzione di provincia che faccia esclamare: "Per bacco, che idea geniale! Accidenti, che bella iniziativa!".
Non vi viene in mente nulla, vero?
Solo ordinaria amministrazione e anche questa, stiamoci attenti, senza mai strafare. Il minimo indispensabile. Quando, addirittura, meno del minimo indispensabile.
Non parliamo naturalmente della Provincia, che ormai è una mummia del Museo Egizio. Parliamo dei vari Comuni e della svariate Associazioni, Enti, Consorzi e vattalapesca che in teoria dovrebbero arricchire il tessuto della nostra rappresentatività.
Citatemi per cortesia una qualche iniziativa intelligente, perspicace, originale. Per l'appunto, creativa.
E non tirate fuori la scusa che mancano i soldi. Quello che manca non sono solo i soldi. Qui mancano -purtroppo- soprattutto le IDEE.


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