Il fatto che sia contadina dovrebbe renderla diversa da noi?
Assurdo, vero? Eppure per secoli la nobiltà dei castelli e la borghesia dei liberi comuni ha continuato a pensarla così. E da questo pregiudizio è nata la saga di Bertoldo, contadino furbo, ma rozzo. Il quale, dopo essere entrato a far parte, come buffone, della corte di re Alboino, muore perché gli danno da mangiare le cose raffinate che mangia il padrone anziché i volgari fagioli a cui è abituato lui. L'epitaffio posto sulla sua tomba recita infatti:
In questa tomba tenebrosa e oscura giace un villan di sì deforme aspetto che più d' orso che d' uomo avea figura ma di tant' alto e nobil'intelletto che stupir fece il Mondo e la Natura. Mentr' egli visse, fu Bertoldo detto. Fu grato al Re, morì con aspri duoli per non poter mangiar rape e fagiuoli.
In buona sostanza: i contadini potevano essere particolarmente svegli, anche se non erano dottori. E infatti si dice: scarpe grosse cervello fino. Ma per quanto intelligenti, i villani restavano tuttavia pur sempre dei rozzi (villano viene da villa, ma è passato a significare persona maleducata, cafona, volgare). Tanto è vero che anche il loro stomaco si rifiutava, come nel caso di Bertoldo, di adeguarsi alle "buone maniere".
Tutto questo sproloquio, che testimonia il classismo insito nella nostra splendida civiltà rinascimentale, è servito alla redazione del blog per introdurre un nuovo personaggio: l'amica della moglie del Vignaiolo claudicante. La quale, come già sappiamo, è una signorina sicca sicca educata dalle suore e vissuta in Lomellina, ma che sa distinguere la gente volgare nell'animo dalla gente raffinata di dentro.
Ebbene sì, la nuova amica della moglie del Vignaiolo claudicante è una contadina. Ed essendo una contadina, dicono quelli del blog che si sono invaghiti di lei, è un po'diversa dai comuni mortali. Non nel senso dell'arguto, ma pur sempre rozzo Bertoldo. Bensì nel senso che è più in gamba, più sveglia, più perspicace, più ammodo della media della gente.
Recentemente questa contadina di Broni, che un tempo dev'essere stata proprio una bella ragazza, si è intrattenuta con la moglie del Vignaiolo claudicante sul tema di certe Cantine sociali un po' in odore di truffa. "Sono dei deficienti!". E' stata la sua lapidaria sentenza. Dopo di che ha spiegato che i recenti scandali sono in realtà roba vecchia. Nel senso che da queste parti, in fondo in fondo, si è sempre un po' barato e non si è mai saputo sollevarsi da terra e pensare il vino IN GRANDE, come pure meriterebbe.
Se anziché una contadina, la nostra fosse Roland Barthes direbbe:
E' tutta solo una questione di cultura! C'è la tanto sbandierata cultura del Territorio, che spesso è solo puro marketing; c'è la cultura dei Pochi Maledetti Subito che si sposa con una produzione di massa, attenta soprattutto alla quantità. E c'è la cultura attenta alla qualità del prodotto, coltivato con metodi non violenti, su cui convergono le speranze degli ambientalisti e dei salutisti.
E' tutta solo una questione di cultura! C'è la tanto sbandierata cultura del Territorio, che spesso è solo puro marketing; c'è la cultura dei Pochi Maledetti Subito che si sposa con una produzione di massa, attenta soprattutto alla quantità. E c'è la cultura attenta alla qualità del prodotto, coltivato con metodi non violenti, su cui convergono le speranze degli ambientalisti e dei salutisti.


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