"Sono belli, curati, gradevoli... questo sì. Ma contano un sacco di balle".
Questo è naturalmente il parere di La Nivola, che, da rozzo soldato, intende dire: enfatizzano, abbelliscono, fanno marketing, trasformano una collina in un pandizzuchero.
Ma com'è questa storia che un sergente del Duca indaga sui siti istituzionali?
Beh, qui c'è di mezzo la paranoia del Duca di Pavia e quella del maggiore Calvi-Vercesi, che non si fidano di nessuno e che diffidano soprattutto di quelli che... fanno la manutenzione delle loro caldaie (tanto per usare un termine neutro).
Il Duca in particolare si sente circondato di perfidi amici, che non sono nemici dichiarati ma ti fotterebbero meglio e di più di un ottomano arrapato.
Il collega e parigrado del nostro Duca, e cioè il Duca di Milano, con la sua aria di fighetto parigino, è il più temibile fra tutti ( a confronto i Gonzaga sono degli agnellini). Da quando poi ha varato l'Expò (che lui chiama Expo senza articolo e senza accento), le relazioni diplomatiche fra Milano e Pavia sono peggiorate ancora.
Ma tagliamo corto su queste spiegazioni erudite, che peraltro si spera abbiano un po' chiarito le idee ai nostri lettori digiuni di storia.
Ha ragione La Nivola o ha torto marcio a vederci dappertutto del marketing?
Inserto sull'Oltrepò Pavese di TUTTOMILANO di aprile. Informazione pubblicitaria a cura della A. Manzoni & C. Articolo su L'Oltrepò Terra dei grandi vini. Ultime tre righe, che citiamo contestualmente:
"Incuneata tra la valle Versa e la valle Coppa, c'è Broni, con l'impareggiabile offerta della vicina Enoteca regionale di Cassino Po".
Ohibò, ma allora anche questi vedono gli ectoplasmi. Hai capito Vincenzo? Non sei più solo... Anche questi evidentemente hanno scorto delle luminescenze ruotare davanti alle finestre di quella CATTEDRALE nel deserto che è, a tuttoggi, la cosidetta Enoteca di Cassino Po. E hanno confuso gli ectoplasmi degli antichi vignaioli per i solerti custodi di una Enoteca che non c'è...
AMEN

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